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Calcio Promozione: Sant'Ermete, il portiere Romani "Il mio sogno realizzato é insegnare ai bambini"

Il giovane estremo difensore classe 1999 è anche allenatore nel settore giovanile

Sport Santarcangelo di Romagna | 13:30 - 21 Ottobre 2020 Romani (a destra) con l'altro portiere del Sant'Ermete Delai e il ds Cipriani Romani (a destra) con l'altro portiere del Sant'Ermete Delai e il ds Cipriani.

Jacopo Romani, portiere del Sant'Ermete cresciuto nelle giovanili del Rimini, è anche il responsabile dei portieri nel settore giovanile dei "Verdi": «ho sempre sognato di giocare a pallone e di difendere la porta di qualche squadra. Dopo gli inizi a Rimini ho proseguito la mia formazione nella piazza di Coriano, dove con l’attuale Ds  Filippo Cipriani abbiamo vinto i play off per accedere in Eccellenza. Infine sono rientrato in Promozione difendendo i pali del Novafeltria e ora del S. Ermete. Proprio la società mi ha permesso di realizzare un altro mio sogno. Ho sempre voluto insegnare quanto appreso anche dagli altri, in particolar modo ai bambini, con i quali è possibile mantenere un rapporto di passione legato a questo sport e mantenere sempre altra la concentrazione». 

Quindi i bambini in qualche modo ti fanno dannare e nel contempo aumentare le tue responsabilità?

«Sì (sorride)!  E’ un ruolo che sento mio e dove avverto le responsabilità.  Mi piace la loro curiosità, il fatto che chiedano consigli e che mi riempiano di attenzione. Io credo che quando riesci ad ottenere un feeling così con i bambini, tutto è destinato a divenire più semplice».


Ti senti più maturo nonostante la tua giovane età (classe 1999)?

«Direi di sì!. I bambini in questo caso che alleno vogliono essere riempiti di attenzione, se capita a volte che stai seguendo uno di loro in particolare, per migliorare l’esercizio, prontamente ti richiamano all’attenzione per farti vedere semplicemente quello che stanno realizzando: hanno in qualche modo bisogno di sentirsi sicuri e vogliono che la mia voce  guidi le loro incertezze»

Quindi potremo dire che il S. Ermete ha vinto la sua scommessa puntando su di te in questo ruolo?

«Ho letto le altre interviste rilasciate dai miei compagni. Sono pienamente d’accordo con loro. La società  è fatta di persone serie pronte a darti una mano in ogni momento, quindi posso solo dire grazie a tutti loro per questa chance che arricchisce il mio bagaglio personale in fatto di esperienze, facendomi misurare in un ruolo che mi ha sempre affascinato, in quanto ho avuto anch’io una figura di riferimento che mi guidasse nei miei movimenti tra i pali e nelle uscite. Questa mia curiosità, come nel caso dei bambini che oggi alleno, m ha portato a conoscere l’altra parte».

Oggi è cambiato molto il ruolo di portiere e  il ruolo del preparatore dei portieri? 

«Se facciamo riferimento al passato, la risposta è affermativa. Tra i pali bisogna avere tanta personalità e bisogna farsi trovare pronti in ogni momento, in quanto il calcio di oggi è decisamente cambiato. Le incertezze le paghi  pesantemente. Per il ruolo di portieri a livello giovanile, conta trasmettere la passione e fiducia ai bambini. Occorre essere bravi insegnanti di sport e maestri di vita, in modo che i  ragazzi crescano attraverso questa disciplina e la maturazione – sappiamo tutti - passa anche attraverso figure esterne ai famigliari». 

Romani ha le idee chiare, il  portiere da oggi oltre a vigilare  la propria porta  rivolgerà lo sguardo ai suoi bambini che cresceranno  anche attraverso i suoi consigli, sperando  di difendere un giorno  la loro porta con lo stesso amore  e passione  trasmesso da chi oggi ricopre  questo ruolo.