Luned́ 30 Novembre08:11:36
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

A Rimini stop per 8 ore al giorno alla vendita al dettaglio di alcol per minimarket e distributori

In vigore dalle 21 alle 5 con la nuova ordinanza anti assembramenti

Attualità Rimini | 12:14 - 21 Ottobre 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

È entrata in martedì sera con la pubblicazione in albo pretorio e sarà valida fino al 13 novembre la nuova ordinanza del sindaco Andrea Gnassi che limita la vendita di bevande alcoliche durante le ore notturne. Nello specifico il provvedimento prevede il divieto da parte di tutti gli esercizi commerciali di vendita al dettaglio, compresi quindi i distributori automatici, minimarket ed esercizi artigianali, di bevande alcoliche e superalcoliche dalle 21 alle 5 del mattino. L’ordinanza è conseguente all’ultimo decreto della presidenza del consiglio dei ministri del 18 ottobre scorso, che ha stabilito nuove prescrizioni alle attività come ristoranti, bar e pub, prevedendo il solo consumo al tavolo dalle 18 e con chiusura alle 24, con l’obiettivo di mantenere il necessario distanziamento interpersonale tra i clienti e soprattutto per evitare la possibilità che si formino assembramenti fuori dai locali, riconosciuto come uno dei fattori di rischio contagio in questa delicata fase di emergenza sanitaria. 

L’ordinanza, adottata in accordo con la Prefettura di Rimini, è valida sull’intero territorio comunale e potrà essere rinnovata anche dopo il termine del 13 novembre sulla base dell’evolversi della diffusione epidemiologica del virus COVID-19 e delle verifiche periodiche sull’osservanza del divieto.


“La chiusura dei locali può portare però soprattutto i più giovani a ricercare bevande alcoliche in quelle attività che non sono ricomprese nel Dpcm, come i minimarket e i distributori automatici – spiega l’assessore alle attività economiche Jamil Sadegholvaad - con il rischio quindi che gli assembramenti che vogliamo evitare fuori dai locali si spostino nei dintorni di questi esercizi, per altro senza quella forma di controllo che invece i gestori di pub e ristoranti sono chiamati a garantire. Sarebbe assurdo che ciò che è vietato ai pubblici esercizi possa essere invece consentito a minimarket o addirittura ai distributori automatici: è una questione di correttezza nei confronti dei tanti sacrifici che stanno facendo gli esercenti ed è soprattutto una norma di buon senso, coerente con l’obiettivo primario di prevenire situazioni potenzialmente a rischio, soprattutto a tutela delle fasce più giovani. Per questo non mancheranno i controlli da parte della Polizia Locale e in sinergia con le forze dell’ordine del territorio”.