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La Valmarecchia piange Giacomo Rossi, podista talentuoso e musicista appassionato

Su Facebook ricordi e foto del giovane morto dopo una caduta dalla rupe di San Leo

Attualità Novafeltria | 09:58 - 20 Ottobre 2020 Giacomo Rossi durante una gara podistica Giacomo Rossi durante una gara podistica.


Quando arriva la notizia della morte di un giovane del posto, peggio ancora se del tuo paese, la paura è sempre quella di conoscerlo, anche soltanto di vista. Succede così nei piccoli centri, dove per amicizie, parentele o anche solo per hobby e conoscenze comuni, ti ritrovi a intrecciare legami fittissimi, che espongono facilmente a dinamiche anche spiacevoli, a sofferenze come questa. Il 32enne novafeltrese Giacomo Rossi è uno dei nodi di quell'intreccio: podista, ciclista, musicista ma soprattutto ragazzo di paese, conosciuto da tutti, stimato da molti.

Giacomo è morto domenica a causa della caduta fatale dalla rupe di San Leo. Finché si parlava di un "giovane della provincia di Bologna" tutti hanno sperato che non fosse lui, corridore vincente nato sulle piste di atletica e conquistatore di svariate competizioni, anche di caratura nazionale. Una di quelle che i novafeltresi ricordano è la gara notturna durante un'edizione passata di "Estate in salute".

Membro del Maciano team runners e tra i suoi fondatori, è proprio il suo gruppo a salutarlo quasi per primo con un ricordo commosso su Facebook: «Nella speranza di svegliarci scoprendo che è solo un brutto sogno, noi vogliamo ricordarti così: a braccia al cielo tra due ali di folla che acclamano il tuo arrivo, con la tua inconfondibile corsa tanto leggera quanto determinata…proprio come te!».

Nel periodo bolognese ha anche corso per Atletica Alba, che lo ricorda così: «Giacomo era arrivato qualche anno fa ad Alba per lavoro ed era subito entrato a far parte della nostra società, diventando una delle colonne portanti della corsa prolungata. Non si può descrivere con parole la vitalità, l’intelligenza e la simpatia portate da Giacomo nei nostri gruppi, insieme ai tanti brillanti risultati nelle corse su pista e su strada. Non potrà essere dimenticato».
 

Un amico sportivo si dice «sconvolto. Giacomo era un ragazzo determinato, eccelleva in ogni campo, era bravissimo a suonare il contrabbasso. Bravissimo e benvoluto da tutti, aveva una marea di amici».
 

Dopo la laurea in ingegneria meccanica a Bologna si era trasferito a Torino Alba per lavorare alla Ferrero. Dal 2019 si era trasferito a Neuchatel (Svizzera) senza perdere i contatti nemmeno con l'atletica Alba, tanto che l’ultima volta aveva fatto loro visita a fine agosto. Atleta ma anche bassista dei "50 Special", nonché contrabassista di un gruppo romagnolo, una figura che ti espone a molte conoscenze, a molti altri intrecci.
 

In attesa di conoscere la data del funerale,  la nostra redazione esprime le sue più sentite condoglianze ai familiari, agli amici e ai parenti.