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La Festa della storia di Verucchio assolve il pataca romagnolo nella giornata di Fellini

La tradizione popolare del paese riprende quella del più ampio processo di villa Torlonia

Eventi Verucchio | 17:19 - 19 Ottobre 2020 La Festa della storia di Verucchio assolve il pataca romagnolo nella giornata di Fellini

Dopo Sigismondo e Gianciotto Malatesta, la giuria popolare della Festa della Storia assolve anche ‘Il Pataca’ romagnolo. Verdetto schiacciante del pubblico presente dopo il divertente dibattimento fra la giornalista Federica Bianchi e l’esperto in comunicazione Lodovico Vico Zanetti. Presidente di giuria il saggista grande esperto di Federico Fellini Gianfranco Miro Gori, che in mattinata aveva raccontato le donne del cinema del Maestro con focus sulla Rosina di Verucchio. E nella visita al torrioncino di via Sant’Agostino in cui viveva il personaggio raccontato nella ‘Città delle Donne’ guidata dall’architetto Giovanna Giuccioli che ne cura il restauro prende forma un progetto di destinazione turistico culturale nel nome del Cinema e dello stesso Federico Fellini.
 

Non c’è due senza tre e la giuria popolare della ‘Festa della Storia’ assolve anche il Pataca romagnolo. La giornata dedicata al centenario della nascita di Federico Fellini dalla sesta edizione di "Più vivo la storia, più amo Verucchio" tornava infatti a riproporre il format del processo che fra il 2017 e il 2018 aveva visto finire alla sbarra Sigismondo Pandolfo e Gianciotto Malatesta e così come per i due esponenti della casata che ha scritto la storia del paese anche in questa occasione l’appuntamento si è chiuso con un verdetto schiacciante di non colpevolezza.
 

E’ stato il presidente di giuria Gianfranco Miro Gori a introdurre il dibattimento con un incipit fra il filologico e l’istrionico sulla figura che il maestro del cinema di cui ricorre il centenario della nascita ha reso universale in ‘Amarcord’. Quindi ha dato spazio alla pubblica accusa rappresentata dalla giornalista Federica Bianchi (protagonista di un accorato confronto fra ‘pataca’ e ‘sburoun’ che ha toccato la vita di tutti i giorni e quella di personaggi noti e della politica) e la difesa appassionata e divertente dell’esperto in comunicazione Lodovico Vico Zanetti, abile nel destreggiarsi fra la storia e l’attualità a suon di battute e colpi da maestro come il ricordare che “pataca è anche la moneta di Macao”. Un bello scambio dialettico davanti a un pubblico di oltre 50 persone e chiuso alle 19 dal verdetto per alzata di mano: 30 quelli che si sono pronunciati per l’assoluzione, 5 per la condanna e 2 gli astenuti ufficiali. “Chi di questi che si sono pronunciati in un modo o nell’altro saranno i veri pataca?” la battuta conclusiva dello stesso Gori.
 

Saggista, fondatore e a lungo direttore della Cineteca di Rimini nonché autore di numerosi libri su Fellini di cui è uno dei massimi esperti che in mattinata al Teatro Eugenio Pazzini aveva raccontato ‘Le donne del cinema di Fellini. Da Gelsomina alla Rosina di Verucchio’”. Un excursus che ha preso spunto dall’intervento di riqualificazione del torrioncino di via Sant’Agostino in cui visse appunto la Rosina, fra i personaggi della ‘Città delle Donne’ girato dal regista nel 1979 e uscito nelle sale nel marzo 1980. Ed è proprio durante la visita guidata dall’architetto Giovanna Giuccioli che coordina il recupero chedavanti al torrioncino si sono incrociate sensibilità che si concretizzeranno in un progetto di fruizione turistico culturale nel nome del cinema e di Federico Fellini.