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La Madonna Diotallevi di Raffaello torna a Rimini: in mostra fino al 10 gennaio

Il prestito dai musei statali di Berlino. Gnassi: "Hanno detto no alle scuderie del Quirinale per farla avere a noi"

Attualità Rimini | 11:21 - 17 Ottobre 2020 La presentazione della Madonna Diotallevi a Rimini La presentazione della Madonna Diotallevi a Rimini.

Sono passati 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio e anche Rimini è tra le città che celebrerà la figura dell'enorme artista urbinate, attraverso il ritorno atteso e finalmente compiuto della Madonna Diotallevi, alla quale è stata dedicata una mostra aperta al museo della città da venerdì 16 ottobre.

Dopo 178 anni l’opera giovanile dell’urbinate, che porta il nome del marchese riminese Audiface Diotallevi, suo ultimo proprietario privato, è tornata a "casa" grazie a un prestito dai musei statali di Berlino, assicurato fino al 10 gennaio. «Ce l'avevano promessa da tempo, tanto che hanno detto "no" alle Scuderie del Quirinale per farla venire qui», sottolinea con orgoglio il sindaco Andrea Gnassi.

Il ritorno dell'opera ha permesso nuova contestualizzazione del capolavoro con un approccio originale, legato al territorio per la storia della collezione, e nel contempo focalizzato sulla formazione e sull’attività giovanile dell'artista. «Doveva arrivare l'anno scorso, poi per ovvi motivi la sua consegna è stata ritardata», ricorda l'assessore alla cultura Giampiero Piscaglia, che aggiunge: «Questo quadro ci riporta a un momento importante nella storia della nostra città: nel 1843 avvenne la prima partenza della Madonna ed era anche il periodo in cui era la borghesia illuminata e liberare a fare da protagonista, nonostante la città come molte in Italia stesse attraversando un momento burrascoso della sua storia, nel quale ci si svegliava al mattino per scoprire chi era stato accoltellato la notte prima». 

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“Un incontro – ha detto il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi, nel corso dell’anteprima per la stampa di questa mattina insieme all’assessore Giampiero Piscaglia, al curatore della mostra Giulio Zavatta e all’architetto Alessandro Mori dello studio Cumo, Mori, Roversi che ha curato l’allestimento – tra innovazione e tradizione, come spesso è capitato nel corso della storia di Rimini quando si sono incrociati momenti cruciali per la storia e lo sviluppo della città, negli anni legati a quest’opera, nella prima metà dell’800, in cui una borghesia illuminata, tra stabilimenti dei bagni e nuovo teatro, fu al centro di un cambiamento epocale, ed anche in questi anni in cui la città sta vivendo un radicale cambiamento scegliendo per il proprio futuro l’arte e la sua potenza straordinaria.”


La splendida tavola del giovane Raffaello, infatti, oltre a consentire di ammirare un frutto ancora acerbo ma già carico di promesse della sua arte, si rivela un mezzo straordinario tramite il quale raccontare la Rimini dell’Ottocento, i suoi più eminenti personaggi, le collezioni che svelano una ricchezza artistica finora insospettata che apre idealmente all’Europa e poi al mondo. La storia del prezioso quadro, infatti, porta a Berlino a seguito dell’acquisto di Gustav Friedrich Waagen nel 1842, che lo ha proclamato come opera raffaellesca. Da allora dinnanzi alla Madonna Diotallevi si sono avvicendati i più grandi critici, da Passavant a Bode, da Cavalcaselle a Morelli, da Fischel a Venturi, da Berenson a Longhi, restituendo una serie di suggestioni e affascinanti letture. Altri dipinti della collezione, ammirata e ricordata da illustri viaggiatori, già attribuiti a Leonardo da Vinci, a Bellini, al Correggio, a Benvenuto Tisi da Garofalo, detto il Garofalo, sono oggi in prestigiosi musei internazionali.


A questi si aggiungono il Crocifisso di Giovanni da Rimini, donato da Adauto Diotallevi al museo cittadino nel 1936, e l’Incoronazione della Vergine di Giuliano da Rimini (meglio nota come polittico del duca di Norfolk) appartenuta allo stesso Audiface, che è stata restituita alla città nel 1998 grazie all’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini. Tavole che, oggi al Museo della Città, rifletteranno i loro bagliori d’oro accanto alla Madonna di Raffaello nel percorso espositivo. La mostra è promossa dai Musei Comunali di Rimini; la cura è affidata a Giulio Zavatta, storico dell’arte dell’Università di Venezia, autore del recente volume sulla Madonna Diotallevi. Lo studio riminese Cumo Mori Roversi architetti ha realizzato il progetto allestitivo che valorizza il capolavoro di Raffaello e assicura la maggiore sicurezza in relazione alle norme anti-Covid.


La mostra sarà aperta al pubblico dal 17 ottobre al 10 gennaio e osserverà gli orari di apertura del Museo (da martedì a sabato 9.30-13.00 / 16.00-19.00; sabato domenica e festivi 10.00-19.00; lunedì non festivi chiuso).


La visita può avvenire esclusivamente previa prenotazione collegandosi al sito del Festival del Mondo Antico oppure al sito. È richiesto il pagamento di un biglietto (intero euro 8; ridotto euro 6; biglietto speciale famiglia euro 20; gratuito fino a 6 anni) che dà diritto all’ingresso e alla visita, della durata di ca 30 minuti, con l’accompagnamento di un operatore museale. È possibile concordare visite riservate, condotte da una guida, telefonando allo 0541.704421-26 al costo di euro 50 per l’intero gruppo + biglietto di ingresso ridotto per ogni partecipante. L’ingresso è consentito a gruppi di massimo 14 persone.


 

La Madonna Diotallevi di Raffaello


Molte Madonne di Raffaello portano il nome dell’ultimo proprietario privato prima del loro ingresso nelle principali istituzioni museali del mondo: la Diotallevi fa parte di questo novero.  La storia di questo dipinto, infatti, allo stato attuale delle conoscenze, risale fino al suo ultimo collezionista, il marchese riminese Audiface Diotallevi. Non si hanno notizie sulla sua precedente vicenda né sulla sua provenienza originaria. In realtà, tuttavia, presso il nobile romagnolo il dipinto era considerato opera di Perugino. Per questa piccola tavola, quindi, la vicenda critica sotto il nome di Raffaello si originò quando Gustav Friederich Waagen, vedendola a Rimini nel 1842, la riconobbe come opera giovanile dell’Urbinate, raccomandando al suo direttore generale Ignaz von Olfers di procedere celermente al suo acquisto per 150 talleri Luigini «poiché questo dipinto presumibilmente sarà uno dei più richiesti del mondo»

Raffaello a Rimini. Il ritorno della Madonna Diotallevi: informazioni tecniche

La mostra Raffaello a Rimini. Il ritorno della Madonna Diotallevi ospitata al Museo della Città “Luigi Tonini” (Rimini, via L. Tonini, 1) sarà aperta al pubblico dal 17 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021 e osserverà gli orari di apertura del Museo (da martedì a sabato 9.30-13 / 16 -19; sabato domenica e festivi 10 - 19; lunedì non festivi chiuso).

Le visite alla mostra saranno “accompagnate”, organizzate a gruppi di 14 persone che potranno accedere contemporaneamente ogni 45 minuti, con una durata massima di 30 minuti.

Accanto al biglietto specifico per la mostra (8 euro gli interi, 6 i ridotti, 20 per le famiglie) la Direzione dei Musei comunali di Rimini ha messo a disposizione dei visitatori una serie di proposte vantaggiose che consentiranno la visita ai luoghi dell’arte della città:

biglietto di ingresso mostra “Raffaello a Rimini” e Museo della città con Domus del Chirurgo (10 euro intero 8 ridotto); biglietto di ingresso mostra “Raffaello a Rimini” e  PART Palazzi dell’Arte Rimini (10 euro intero, 8 ridotto); biglietto di ingresso mostra “Raffaello a Rimini” e  Musei comunali (Museo, Domus, PART) 15 intero, 9 ridotto; visita guidata mostra “Raffaello a Rimini” e Teatro Amintore Galli 10 euro.

Info e prenotazioni: www.museicomunalirimini.it