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Basta plastica in mare si appella al sindaco di Rimini per bloccare il parco eolico

L'associazione ambientalista invita Gnassi a proteggere "il mare, la pesca e la navigazione"

Attualità Rimini | 12:48 - 14 Ottobre 2020 Basta plastica in mare si appella al sindaco di Rimini per bloccare il parco eolico


L'appuntamento elettorale non è proprio alle porte, ma il lavoro di costruzione delle liste e del dopo Gnassi è già in corso. Ecco allora che non soltanto partiti politici, liste civiche e gruppi informali di orientamento politico stanno iniziando a ragionare sul futuro della città di Rimini, ma anche associazioni del territorio che tanto hanno fatto in questi anni, spesso e volentieri in linea con la programmazione amministrativa di questi ultimi 10 anni. È il caso dell'associazione "Basta plastica in mare", che ancora una volta torna sul tema dibattutissimo del nuovo Parco eolico fronte mare appellandosi al primo cittadino affinché sappia lasciare in eredità una città coerente con quanto fatto finora, soprattutto in tema ambientale.

«Andrea Gnassi ha saputo portare la città di Rimini verso un rinnovamento che ha pochi riscontri paragonabili in campo nazionale, dispiace però constatare come si manifesti tra i cittadini una forte occasione di conflitto attorno, in questo caso, al progetto di megaimpianto eolico off-shore Wind 2020. Non appena finito il lockdown siamo stati bombardati da una campagna di comunicazione che sfruttando le criticità della pandemia, combinate a un illusorio ecologismo, ha voluto creare quella bolla mediatica che prepara il campo a chi intende realizzare i propri interessi approfittando dei momenti difficili. La Provincia di Rimini viene immaginata come città sacrificale di 51 pale di altezza spropositata che formerebbero una vera e propria Manhattan di acciaio: una barriera contro l’orizzonte davanti a noi e a milioni di turisti.

L’ecomostro è solo la brutta copia residuale di impianti eolici off-shore del nord Europa e completamente fuori dai canoni del New Green Deal europeo, già fondato sull’idrogeno green. Non lontano da noi, a Ravenna, avanza lo studio del primo impianto al mondo di generazione elettrica ibrida da fotovoltaico e moto ondoso. Per questo ENI utilizzerà il centro di supercalcolo HPC5, uno dei più potenti al mondo, in collaborazione col Politecnico di Torino.

Ci rivolgiamo a lei poiché siamo consapevoli dell’enorme posta in gioco: preservare Rimini e il suo mare, che ha reso la riviera romagnola tra le più amate ma che il sovradimensionamento di un impianto tecnologico ne mina l’identità, la pesca e la navigazione.  Le chiediamo di non lasciare la città che ha ben saputo amministrare con il proprio futuro compromesso per decine di anni: significherà costi d’impatto ambientale enormi solamente per edificare e poi smaltire questo mostruoso impianto. In termini di impronta ecologica, un’unica e gravissima mossa finale, inficerebbe nei fatti quanto di buono fin qui ha saputo realizzare la sua amministrazione per il rinnovamento sostenibile».