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Rimini: un test per le aziende per misurare sicurezza e trattamento dati sensibili

E' a cura della start up informatica e giuridica riminese Consulenti Privacy

Attualità Rimini | 12:28 - 14 Ottobre 2020 Da sinistra: Andrea Costa, Fabio Pari, Paolo Rosetti, Eugenia Canistro, Massimiliano Sarto e Filippo Capanni Da sinistra: Andrea Costa, Fabio Pari, Paolo Rosetti, Eugenia Canistro, Massimiliano Sarto e Filippo Capanni.

ll modo più semplice e diretto per valutare la reale solidità e il livello di sicurezza di una rete hardware aziendale, dei suoi software e dei suoi sistemi di archiviazione e memoria, dei suoi collegamenti in remoto, è attaccarla. Operare come hacker, utilizzare gli strumenti di sempre più evoluti del Cybercrime, per evidenziarne punti di forza, limiti e soprattutto aderenza a richieste di legge nella normativa sulla privacy. Obiettivi: evitare sanzioni a impresa o studio professionale, migliorare la qualità del lavoro e la soddisfazione di clienti e fornitori. 

«Dal 2019 a oggi il combinato disposto delle nuove leggi e la crescita esponenziale delle forme di lavoro da remoto. Il 77% della popolazione mondiale (rapporto Pew Research Center) ha usato internet durante il lockdown. Secondo la commissione al Mercato Interno UE, la rete del nostro continente ha vissuto tre mesi di stress per l’aumento esponenziale degli accessi. Mentre in Emilia Romagna il picco di accessi contemporanei di marzo, aprile, maggio, ha generato un calo della velocità media di connessione del – 46,26% rispetto a quella abitualmente raggiunta», spiega Paolo Rosetti Chief Excutive Officer & DPO di Consulenti Privacy

«Siamo di fronte a bisogni per imprese e professionisti che crescono ogni giorno. CISCO, l’azienda multinazionale Californiana, con il suo nuovo “Data Privacy Benchmark Study” ha ascoltato 2800 professionisti con ruoli chiave all’interno di dipartimenti privacy o sicurezza di imprese situate in 13 paesi diversi, inclusa l’Italia e ha individuato i parametri fondamentali di rischio e mancato guadagno legati creati da un attacco informatico: tempo di inattività dei sistema aziendali a, numero di dati persi e impatto sulle aree di business - continua Paolo Rosetti - Per Il 26% delle aziende italiane intervistate, le più veloci, il tempo di ripristino necessita e tra cinque e otto ore. Per di più il report evidenzia come adeguarsi alle richieste del GDPR sulla privacy mitiga i rischi connessi ad un data breach o ridurre i costi ad esso conseguenti. Un fatto indicato dal 71% dei professionisti come un reale beneficio della cura post-GDPR».  

Per rispondere a queste esigenze è in programma (venerdì 16 ottobre – ore 15.00) il seminario web "Privacy Stress Test– La tua azienda è a prova di sanzioni?”, durante il quale i Consulenti Privacy Srl illustreranno il loro nuovo modello di Stress-test. Attività svolta da specialisti del settore per verificare la corretta applicazione della normativa privacy in azienda o nello studio professionale. L’attività si svolge con un audit da remoto e dell’analisi della documentazione già in uso, seguito da un report finale personalizzato, che indica il grado di obsolescenza dell’adeguamento privacy analizzato e l’evidenza delle principali criticità da risolvere, inclusi i profili legati all'applicazione dello smart-working aziendale.