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Uno Bianca: Zecchi, lettera da amico Mikula, ci lasci in pace

'Se ha qualcosa da dire vada alle Procure' 

Attualità Rimini | 17:45 - 13 Ottobre 2020 Eva Mikula Eva Mikula.

"Noi siamo stanchi di tutte queste richieste che ci fa Eva Mikula, forse per farsi pubblicità. Siamo stanchi: ci coinvolge in cose in cui noi non c'entriamo niente. Se lei ha qualcosa da dire vada nelle Procure. Prima voleva fare parte dell'associazione, poi ha scritto una lettera ai giornali, ora è arrivata una lettera da un suo amico: io non ne posso più, noi non ne possiamo più". Così Rosanna Zecchi, presidente dell'Associazione delle Vittime della Banda della Uno Bianca, che oggi pomeriggio, alla commemorazione a Bologna, ha replicato alla ex compagna di Fabio Savi. In una lettera inviata all'Ansa in luglio, indirizzata all'allora pm di Rimini Daniele Paci e ai poliziotti Luciano Baglioni e Pietro Costanza, Mikula ha chiesto protezione e aiuto. Ora a quanto pare all'associazione è arrivata una lettera da un giornalista ungherese che sostiene di avere informazioni sul ruolo avuto dalla donna nella cattura del gruppo criminale, nel 1994. "Smetta di coinvolgerci, impari a lasciarci fuori dalle sue richieste se ha cose da dire vada in Procura - ha aggiunto Zecchi - lei ha timore della scarcerazioni, probabilmente vicine. Effettivamente anche noi abbiamo timore che escano dei delinquenti senza scrupoli che riteniamo pericolosi per la società e per noi tutti. Riteniamo necessario che nel concedere gli sconti di pena i magistrati di sorveglianza tengano sempre presente il loro reiterare nel tempo dei reati. Il loro non pentirsene mai se non dopo i primi dieci anni di detenzione trascorsi i quali si possono godere di sconti di pena o permessi premio". (Ansa).