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Tumore ovarico, all'Infermi di Rimini un’arma in più grazie anche all'associazione Lotus

L'ospedale è diventato un centro di riferimento regionale

Attualità Rimini | 17:44 - 12 Ottobre 2020 L'ospedale Infermi di Rimini L'ospedale Infermi di Rimini.

L’ospedale Infermi di Rimini è stato identificato come uno dei centri territoriali di riferimento per il tumore ovarico: la struttura sanitaria garantisce alle pazienti la specializzazione e le competenze, in particolare quelle chirurgiche, necessarie per assicurare il percorso di assistenza ottimale. Questo in sinergia con una nuova realtà nel territorio cittadino: nasce ufficialmente Loto onlus Rimini, associazione che vuole fornire supporto alle pazienti della provincia.

Ogni anno, in Emilia-Romagna oltre 400 donne ricevono una diagnosi di tumore ovarico e 270 muoiono a causa di questa patologia: solo il 39% delle pazienti colpite sopravvive a 5 anni dalla diagnosi. A Rimini si registrano oltre 40 nuovi casi l’anno di tumori maligni dell'ovaio (43 nel 2019). Alle donne che in provinciastanno affrontando questa grave neoplasia viene assicurato un percorso di cura e assistenza di alto livello. Le pazienti potranno inoltre contare su una nuova realtà assistenziale: nasce  Loto Onlus Rimini, associazione che si propone come punto di riferimento per svolgere attività di informazione sulla malattia, offrire servizi complementari a pazienti e familiari, sostenere la ricerca scientifica, promuovere la diagnosi precoce, l’accesso a cure di qualità e la diffusione di programmi di screening. Il comitato territoriale di Rimini si unisce alla rete Loto già presente a Bologna, Parma, Forlì, Ancona ed è un ulteriore tassello verso la presenza dell’associazione sull’intero territorio nazionale.

Loto Onlus Rimini verrà presentato alla città martedì 13 ottobre nel corso di una serata di beneficienza presso la sala conferenze della palazzina Roma in piazzale Fellini, a partire dalle 18.30; l’evento è strasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook Loto Onlus. “Il percorso diagnostico e terapeutico delle pazienti affette da carcinoma ovarico è complesso e richiede una stretta collaborazione tra i vari specialisti. Presso il nostro ospedale le pazienti con questa diagnosi sono prese in carico a 360 gradi – spiega il dott. Marco Stefanetti, responsabile ginecologia oncologica dell’Ospedale Infermi di Rimini e referente del comitato territoriale di Loto Onlus a Rimini – qui vengono accolte da una equipe di 24 specialisti in grado di affrontare il tumore ovarico sotto diversi aspetti. Radiologi, oncologi, chirurghi, anestesisti, nutrizionisti e persino infermieri dedicati seguono le donne in cura. Un’accurata diagnosi e stadiazione seguite da un trattamento integrato chirurgico e chemioterapico sono fondamentali per una cura adeguata che negli ultimi anni sta puntando la propria attenzione sull’oncogenetica, sulla qualità di vita delle pazienti e sulla possibilità di preservare la capacità riproduttiva qualora ce ne siano le condizioni”. Presente all’evento un'altra giovane donna che negli ultimi tre anni si è confrontata con questo percorso di diagnosi e cura per una neoplasia ovarica, ricevendo il recente dono della maternità: anche in questo caso la paziente è stata trattata in maniera conservativa e ha avuto una gravidanza spontanea gemellare, partorendo in piena pandemia. “Questa storia racchiude tutto il valore di come la gestione multidisciplinare di patologie ad alta complessità migliori il risultato che diamo alle nostre pazienti – sottolinea la dott.ssa Federica Rosati dell’Unità Operativa Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale Infermi - In questo caso il gruppo oncoginecologico ha studiato e condiviso una strategia chirurgica conservativa garantendo la fertilità ad una giovane donna con patologia oncologica, coinvolgendo il team della gravidanza a rischio, che ha gestito a sua volta in modo naturale e conservativo un parto ad alto rischio, evitando un ulteriore atto chirurgico”.