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Fipe Rimini lancia un sostegno psicologico al telefono per imprenditori in difficoltà

La pregevole iniziativa per dare sostegno a tutti quei lavoratori che stanno ancora accusando i colpi della crisi Covid

Attualità Rimini | 16:41 - 12 Ottobre 2020 Fipe Rimini lancia un sostegno psicologico al telefono per imprenditori in difficoltà


La Federazione italiana pubblici esercizi nazionale lancia l’iniziativa “Pronto, ci sono”, uno sportello telefonico gestito da psicologi professionisti a supporto agli imprenditori del settore, per parlare delle difficoltà e aiutarli a valorizzare le risorse a loro disposizione. “L’iniziativa si è resa necessaria perché se vogliamo rialzare la testa, abbiamo il dovere di garantire anche la tenuta psicologica delle persone", precisa il presidente della Fipe di Rimini Gaetano Callà, dove sarà presto attivato il servizio. "Siamo imprenditori, non automi. Il timore aumenta in vista di nuove restrizioni sui pubblici esercizi. Per evitare gli assembramenti non serve chiudere con anticipo i locali: basta sanzionare chi non rispetta le regole esistenti”.

L’iniziativa è dedicata ai titolari di pubblici esercizi, uno dei settori più colpiti dal lockdown e dalla crisi economica. Si tratta di uno sportello telefonico di ascolto gestito da psicologi professionisti che si è reso necessario per affrontare gli effetti devastanti della pandemia sulla tenuta psicologica del tessuto produttivo. "Negli ultimi mesi abbiamo tutti dovuto fare i conti con uno stravolgimento dell’attività e con un drammatico crollo dei fatturati. Inoltre il timore di un nuovo lockdown, che potrebbe interessare ancora una volta i pubblici esercizi con la riduzione degli orari di apertura e divieti inerenti agli alcolici in orario serale, rappresenta un ulteriore fattore di preoccupazione per chi ha investito tempo, fatica e denaro nel suo locale e che ha la responsabilità non solo della sua famiglia, ma anche dei dipendenti. Se vogliamo davvero rialzare la testa, abbiamo il dovere di garantire anche la tenuta psicologica delle persone: siamo imprenditori, non siamo automi. Ridurre gli orari di apertura dei pubblici esercizi significa mettere ulteriormente in ginocchio i cocktail bar, che nella fascia 24:00-2:00 hanno i loro migliori fatturati, mettere in difficoltà i ristoranti e le pizzerie, che non potranno più prendere prenotazioni nel secondo turno e lasciare che la movida notturna si svolga per strada o ancor peggio negli appartamenti privati, dove avvengono la gran parte dei contagi. I 22 miliardi di fatturato persi, le 50mila imprese a rischio e i 300mila posti di lavoro in bilico sono condizioni pesantissime. Eppure le scadenze fiscali, gli stipendi da pagare, gli affitti da onorare, restano. È comprensibile che le persone possano sentirsi mancare la terra sotto i piedi e perdere di vista i propri obiettivi. La sfida più grande è quella di intercettare le situazioni a rischio e stimolare una nuova prospettiva negli imprenditori”.

Il numero da comporre è 351 7671290 attivo lunedì, mercoledì e giovedì dalle 18:00 alle 21:00, martedì e venerdì dalle 10 alle 13.