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San Leo: no alla nuova scuola in centro storico, raccolta firme a quota 640

Intanto parte il procedimento per la gara d'appalto. Intervento via e-mail del Ministro Franceschini

Attualità San Leo | 07:40 - 10 Ottobre 2020 Il rendering della nuova scuola Il rendering della nuova scuola.

Ha preso il via il procedimento per la gara d'appalto per la costruzione della nuova scuola di San Leo. Una notizia che agita i promotori di una raccolta firma contro questo progetto, definito da essi "un progetto di presunta riqualificazione ambientale e architettonica". Nel mirino "l'abbattimento di alberi di circa 80 anni per fare spazio a un edificio scolastico in cemento armato di 424 metri quadrati", il tutto in una zona "dove dal piano regolatore erano previsti spazi verdi, attrezzati per attività ludiche e per il tempo libero  e un parcheggio già esistente". I promotori della raccolta firme (640 le persone che vi hanno aderito, alla data dell'8 ottobre) si chiedono come il progetto possa aver ottenuto il via libera dalla soprintendenza di Ravenna, "visto che San Leo è protetta da stringenti vincoli sia paesaggistici che artistici ed architettonici". Il Ministro della Cultura Dario Franceschini ha risposto all'e-mail inviata dai promotori della raccolta firme (una risposta che non ha soddisfatto gli interlocutori), sottolineando che il progetto in bioedilizia è "commisurato alle esigenze del territorio e perfettamente inserito nel contesto urbano sia da un punto di vista ambientale che archeologico e architettonico", con la realizzazione di "un percorso pedonale che dal piazzale antistante la scuola arriva in cima alla Rocca attraverso un sistema di scale e piani intermedi sui quali si aprono, perfettamente inseriti nel contesto, altrettanti ascensori per i disabili". La realizzazione della scuola, ha sottolineato il Ministro nella sua risposta, segue la frana del 2014 della rocca. "La Regione Emilia Romagna ha predisposto un progetto di consolidamento dell'area, ma occorrerà ancora molto tempo perché questo venga realizzato e portato a termine", scrive Franceschini. Quando poi il territorio sarà messo in sicurezza, ha evidenziato Franceschini, gli edifici attualmente inagibili saranno destinati ad altra utilizzazione.