Mercoledý 28 Ottobre18:12:48
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Oasi di Poggio Torriana, la consigliera Giulia Gibertoni chiede chiarezza

Rilanciato l'allarme sui nuovi confini dell'area ecologica e sui limiti della caccia al cinghiale

Attualità Poggio Torriana | 12:27 - 08 Ottobre 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Ripristino dei confini originari e stop alla caccia al cinghiale con il metodo della braccata. La consigliera regionale Giulia Gibertoni (Gruppo misto) chiede di fare chiarezza sulla gestione della Oasi di Torriana e Montebello, nel riminese. La consigliera ripercorre le recenti vicende che hanno riguardato l’oasi ambientale e la sua interlocuzione con la Giunta. E rilancia le preoccupazioni di cittadini e residenti.

“Come fatto rilevare dal comitato per l’Oasi di Torriana e Montebello il danno più grande prodotto dalla riduzione dell’oasi operata dalla giunta regionale della Regione Emilia-Romagna senza il reale e concreto coinvolgimento dei sindaci e della cittadinanza locale, è stato quello della distruzione del valore identitario ambientale di questo territorio su cui avevano investito per decenni sia il pubblico che il privato”, spiega Gibertoni, che ricorda come “fra le principali motivazioni della nuova perimetrazione dell’oasi di Torriana e Montebello con prevista riduzione, c’era quella del controllo sulla popolazione di cinghiali, ma se si confronta il numero dei cinghiali abbattuti nell’ATC - RN1, nella stagione venatoria 2019/2020, che sono stati 1.051, nonostante siano state svolte le braccate con continuità anche in prossimità del Santuario di Saiano e senza alcuna interruzione, con quello della precedente stagione venatoria 2018/2019, con ancora la vecchia perimetrazione dell’oasi protetta, che era stato di 1.053 cinghiali abbattuti, si nota come il numero sia sostanzialmente identico, con un sostanziale fallimento di questo obiettivo e, oltretutto, con i cinghiali cacciati dall’oasi che si sono distribuiti nella pianura coltivata con maggiori danni all’agricoltura”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’amministrazione regionale “se non ritenga opportuno iniziare un vero confronto a tutto campo, in merito al ripristino dei confini originali dell’oasi di Torriana Montebello, con il comitato, con i cittadini e le associazioni interessate e con i rappresentanti di tutte le amministrazioni locali coinvolte; se non ritenga opportuno, come chiesto dal comitato, autorizzare gli agricoltori di Torriana-Montebello alla cattura dei cinghiali con chiusini che si è rivelato essere il sistema più efficace, già adottato nei territori con particolare valenza ambientale (quali parchi e oasi) e se non ritenga opportuna l’assunzione, da parte della Regione, di un provvedimento limitativo motivato per la sospensione della caccia ai cinghiali col metodo della braccata, quello che fa più danni, in tutto il territorio della vecchia oasi”.