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Caso Pantani diventa film, magistratura indaghi davvero. Sarà in oltre 300 sale il 12,13 e 14 ottobre

Mamma Tonina: "Spero ora qualcuno faccia luce sul serio"

Attualità Rimini | 19:02 - 07 Ottobre 2020 A 16 anni dalla scomparsa del Pirata, un film porta sul grande schermo la sua storia A 16 anni dalla scomparsa del Pirata, un film porta sul grande schermo la sua storia.

"Chi ha ucciso Marco Pantani è ancora libero". La battaglia per arrivare alla verità sulla morte del grande campione di ciclismo non è finita. A 16 anni dalla scomparsa del Pirata, un film porta sul grande schermo la sua storia: "Il Caso Pantani - L'omicidio di un Campione", diretto da Domenico Ciolfi, sarà distribuito da Koch Media in oltre 300 sale il 12, 13 e 14 ottobre. Una pellicola che passa dal biopic al dramma fino al cinema d'inchiesta, svelando particolari inediti sulla morte dell'ex ciclista morto a Rimini nel 2004. E che si trasforma in un appello alla giustizia da parte di mamma Tonina, presente all'anteprima oggi a Milano. "Spero che qualche magistratura veda il film e si metta una mano sulla coscienza facendo le indagini sul serio", le sue parole. "Questo film serve per mettere insieme tutte le cose che sono state scoperte in questi anni. È un film duro, per me è stato difficile rivedere certe scene, però mi ha preso molto. Purtroppo mio figlio indietro non me lo dà nessuno ma non vorrei che succedesse ad altri" ha aggiunto. La famiglia Pantani potrebbe comunque ricevere presto un omaggio simbolico: Le Iene, infatti, chiederanno che, in occasione del passaggio del Giro d'Italia a Cesenatico, gli venga consegnato il "Trofeo senza fine", la coppa riservata ai vincitori della Corsa rosa, per l'edizione del 1999 in cui il Pirata venne fermato a causa dell'ematocrito troppo alto a due tappe dalla fine (con tutti i dubbi spiegati anche da Ciolfi) ad un passo dal successo. Il racconto nel film si snoda attraverso due passaggi fondamentali, che dividono la vita di Marco in tre fasi: quella del campione, quella del mito distrutto dopo la positività svelata a Madonna di Campiglio nel 1999 e la vittima che non ha avuto giustizia. Tre momenti che si intrecciano nel film ma ben sottolineati dalla scelta di tre attori diversi per interpretare il Pirata: Brenno Placido è il campione a Campiglio, Marco Palvetti è Pantani tra le difficoltà dopo il caso doping, Fabrizio Rongione è l'ultimo Pantani, quello che verrà trovato morto a Rimini il giorno di San Valentino del 2004. A tenere le fila del discorso è Francesco Pannofino, che interpreta l'avvocato Antonio De Rensis, legale che ha portato alla riapertura del caso nel 2014 e che nel film ripercorre gli ultimi anni del campione romagnolo partendo tra le carte bollate. Arrivando anche, in un finale in crescendo spinto dalla voce dello stesso Pannofino, a raccontare la versione dei fatti secondo gli atti d'inchiesta, mettendo in fila tutte quelle cose che in questi anni non sono state spiegate. "Chi ha ucciso Marco Pantani è ancora libero", è la frase che conclude il film. Ma non la battaglia giudiziaria.