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Morte in autostrada di Milto e Sandra Koci, chiesto il rinvio a giudizio per il responsabile

L'incidente risale al 6 aprile dell'anno scorso ed è costato la vita a madre e figlio di San Clemente

Cronaca Rimini | 12:27 - 06 Ottobre 2020 Le due auto coinvolte nell'incidente Le due auto coinvolte nell'incidente.

Il pubblico ministero della Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per il 43enne di Corato responsabile del tragico sinistro costato la vita a Milto Koci, 56 anni di San Clemente, e alla madre Sanda di 82 anni, avvenuto alle 23.30 del 6 aprile 2019 sulla A14 direzione Bari. Il capo di imputazione è omicidio stradale plurimo.

Il terribile schianto è accaduto nel tratto compreso tra i caselli di Bari e Molfetta, nel territorio comunale di Giovinazzo. Koci, di origini albanesi ma residente da tempo in Italia come la madre Sanda, ha sbandato sulla sua destra con la Renault Clio che stava guidando complice anche l'asfalto bagnato, andando a sbattere contro il guardrail che delimitava la carreggiata. Gli occupanti si sono salvati dal primo urto ma la vettura è stata rimbalzata sulla strada finendo la sua carambola di traverso sulla corsia di sorpasso, con il muso rivolto nella direzione opposta rispetto al senso di marcia. Il conducente, intuendo il pericolo e passato il momento di shock, è sceso dall’abitacolo disponendosi all’altezza del parafango anteriore sinistro e sbracciandosi per segnalare la presenza del mezzo incidentato, con la madre ancora all’interno, ai veicoli in transito: le immagini acquisite dagli inquirenti comprovano che i conducenti di sei veicoli, cinque auto e un autoarticolato, hanno notato l’ostacolo, evitandolo. Non ha rallentato la settima vettura che è sopraggiunta due minuti dopo: la Ford Kuga condotta dall’imputato, che alla vista dei massi spaccati dall'urto contro un basamento di cemento si è spostato proprio in corsia di sorpasso, travolgendo la Clio e l'uomo che si trovava sbracciando di fianco all'auto. La richiesta di rinvio è stata accolta: l’udienza preliminare si terrà il 27 aprile. In quell'occasione il Gup potrebbe emanare un decreto di rinvio a giudizio oppure una sentenza di non luogo a procedere. I familiari delle due vittime si sono affidati a Studio3A-Valore.