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Nuovo Dpcm in arrivo, niente chiusura anticipata di bar e ristoranti

Voci di palazzo Chigi smentirebbero quanto circolato nelle scorse ore

Attualità Rimini | 08:30 - 06 Ottobre 2020 Photo Credit: Dean Calma / IAEA Photo Credit: Dean Calma / IAEA.

Al contrario di quanto affermato e commentato nelle prime ore della settimana in merito al nuovo Dpcm contenente le ulteriori strette anti contagio, atteso per martedì sera, fonti interne a palazzo Chigi avrebbero già smentito la voce inerente la chiusura anticipata di bar e ristoranti alle 23, una misura che era stata fortemente contestata da imprenditori locali quali Giuliano Lanzetti del Bounty o portavoci come Gianni Indino e Gaetano Callà di Confcommercio provinciale. Fermo restando che resterà in capo alla Regioni la potestà di imporre restrizioni circoscritte a seconda dell'andamento dell'infezione nel proprio territorio di competenza (in Campania ad esempio il governatore De Luca ha già imposto le serrande abbassate alle 23). Nel nuovo decreto sarà anche inserita la proroga dello stato di emergenza dal 31 ottobre ad almeno il 31 gennaio 2021.

Praticamente certo l'obbligo di mascherina all'aperto in tutta Italia, senza limitazioni di orari o situazioni, quali il rischio assembramenti. Ci saranno alcune eccezioni come i viaggi in bici, scooter o auto, purché soli. Resta ancora qualche dubbio su come sarà regolamentata l'attività sportiva.

Da queste indiscrezioni emerge però un fatto su tutti: che la "fuga" di notizie in merito a queste disposizioni amministrative rischia di creare non soltanto confusione nei cittadini, ma frustrazione e prese di posizione preventive che non fanno altro che incrementare caos e difformità nell'applicazione delle norme. Se da una parte il governo si limitasse a informare a conti fatti, dall'altra i giornalisti ad attendere le versioni definitive dei provvedimenti adottati, in questo caso per il contrasto della pandemia da nuovo coronavirus, sarebbe indiscutibilmente più facile orientare i cittadini a come muoversi nel labirinto delle variazioni mensili dei comportamenti da adottare per proteggere e proteggersi. Senza perdere il diritto irrinunciabile da parte di sindacati e associazioni di categoria di orientare la norma verso il miglior interesse per i lavoratori, quindi le famiglie italiane. (f.v.)