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Ancora lupi all'attacco delle greggi in Alta Valmarecchia: "Non siamo più padroni delle nostre terre"

Una coppia di allevatori di Maiano (San Leo): "anche la beffa di dover pagare lo smaltimento delle carcasse"

Attualità San Leo | 09:57 - 05 Ottobre 2020 La pecora sbranata La pecora sbranata.

E' ancora allarme lupi in Alta Valmarecchia. Tra il 25 e il 26 settembre un'azienda agricola di San Leo aveva subito un'incursione notturna: la mattina successiva i titolari avevano trovato una capra e un caprone sbranati e privi di vita. Nella serata di ieri (domenica 4 ottobre) invece è stata una coppia di Maiano, nel comune di San Leo, a lamentare l'uccisione di una pecora. Maurizio Paglia e Loretta Vagnini hanno un piccolo allevamento per conto proprio, una quindicina di pecore, e fanno appello alle istituzioni affinché intervengano: «Il problema c'è, un mese fa ho visto chiaramente un lupo avvicinarsi alla mia automobile. Si spingono sempre più vicini alle case». Prima erano i polli a subire le incursioni delle volpi, ora i due coniugi allevano delle pecore, ma si ritrovano a dover convivere con i lupi e a subire le loro incursioni  Una ventina di giorni fa un gruppetto di sei agnelli stava pascolando, ma alla fine della giornata due esemplari erano spariti. Ieri (domenica 4 ottobre) invece è stata una pecora ad essere sbranata. La carcassa è stata trovata dai proprietari: «Oltre al danno, la beffa, perché adesso dobbiamo anche provvedere allo smaltimento, con relativi costi. Almeno dei due agnelli non ho ritrovato i resti», commenta con amarezza Paglia. «Non siamo più padroni della nostra roba. Ho quaranta ettari di terra e sono costretto a tenere le pecore chiuse nella stalla. Gli animali vivono loro stessi in una stato costante di ansia per i possibili attacchi». Paglia chiede maggior attenzione dell'opinione pubblica: «Il problema c'è in generale, anche per gli uomini, perché ad esempio in Umbria un pastore è stato aggredito da un lupo. Penso di fare del volantinaggio, perché bisogna cercare di sensibilizzare la popolazione su questo pericolo».