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Rimini-Forlì 2-0, mister Mastronicola: 'Ripagata la nostra fame di vittoria. Abbiamo saputo soffrire'

Il tecnico dei Galletti Angelini: 'Che ingenuità sui due gol, ci sono mancate attenzione e cattiveria'

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Sport Rimini | 19:15 - 04 Ottobre 2020 Alessandro Mastronicola Alessandro Mastronicola.

Il tecnico del Rimini Alessandro Mastronicola non si fa prendere dall’euforia in sala stampa. “Avevamo una gran voglia di iniziare dopo uno stop di tanti mesi di inattività e il risultato ci ripaga dei nostri sforzi in queste settimane in cui ci siamo allenati dovendo saltare parecchi ostacoli: la squadra si è costruita cammin facendo, oggi avevamo numerose assenze alcune delle quali ce le portiamo dietro da giorni. Ho visto dei buoni segnali soprattutto dal lato mentale: c’era la voglia di soffrire e di portare a casa il risultato, di sacrificarsi uno per l’altro. Avevamo fame di primeggiare. In fase di possesso palla e non solo ho visto buone cose, il lavoro che ci aspetta è comunque tanto”.

La scelta di Pecci è stata una sorpresa, in campo il Rimini aveva all’inizio due 2002…

“E’ stata una scelta ragionata in base alle forze che avevo, alla condizione fisica dei ragazzi, ai cambi che mi potevo giocare, al fatto che abbiamo tre partite in una settimana. Ora esultiamo, ma c’è da pensare subito al recupero contro il Real Forte Querceta”

Sull’altra sponda Beppe Angelini rende merito al Rimini e sulla prestazione dei suoi dice: “Abbiamo preso due reti su palle inattive, c’è qualcosa da rivedere. Sugli episodi sotto ci è mancata la cattiveria giusta, sotto porta non siamo stati efficaci dome avremmo dovuto e dietro ci è mancata attenzione. All’inizio avremmo potuto segnare con Pezzobon, magari lì sarebbe cambiata la partita, poi il Rimini incanalato il match come voleva, ha fatto valere la sua esperienza mentre noi siamo stati ingenui anche se alla fine abbiamo forse tenuto più palla. Mi aspettavo di più in tutti i reparti, non solo davanti. Ferrari? E' la prima partita che gioca, non si può giudicare. Questa sconfitta può essere salutare, forse ci siamo fatti condizionare da troppi complimenti”.

Stefano Ferri

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