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Novafeltria, luci spente al Jolly Disco. "Nessun aiuto, discoteche dimenticate dallo stato"

Azzeramento incassi, ma tasse da pagare. La preoccupazione del gestore Francesco Pula

Attualità Novafeltria | 07:22 - 04 Ottobre 2020 Jolly Disco Novafeltria Jolly Disco Novafeltria.

Uno dei momenti più attesi dell'autunno in Alta Valmarecchia, fino all'anno scorso, era l'apertura del Jolly Disco Novafeltria. Quest'anno però le luci della storica discoteca dell'entroterra riminese rimarranno spente, a causa dell'emergenza Covid-19. «E' una grossa perdita, perché il Jolly è divertimento, svago, è stare in un ambiente familiare con i propri amici. Il jolly è una casa», commenta Francesco Pula, gestore del locale da fine 2015. Da imprenditore le prospettive non sono rosee. L'apertura potrebbe slittare all'autunno 2021. Nel contempo un intero settore è stato paralizzato: «Giustamente, l'epidemia da coronavirus richiedeva di chiudere locali, dove c'è sovraffollamento, ci sono tante persone insieme. Ma da febbraio il governo ha promesso aiuti, ci hanno detto di stare tranquilli, che andrà tutto bene. Invece siamo stati la categoria più penalizzata». Mentre i locali da ballo all'aperto hanno potuto riaprire in estate, «noi titolari o gestori di locali dell'entroterra, locali con il tetto, al chiuso, abbiamo dovuto chiudere. Siamo piccole imprese, abbiamo fatto investimenti e da un giorno all'altro ci siamo ritrovati chiusi». Le associazioni sindacali hanno avuto anche recentemente incontri con il governo. Non c'è accordo ancora sulle cifre che l'esecutivo destinerà a tutto il settore e gli imprenditori del mondo della notte si dicono pessimisti: «Una sorta di contentino che servirà giusto per compensare le spese delle utenze e basta», commenta Pula. Oltre all'azzeramento degli incassi, con i dipendenti in cassa integrazione, ci sono altre spade di Damocle sul capo degli imprenditori del mondo della notte, in primis gli affitti: «Da gestore del Jolly sono stato fortunato, ma non tutti i gestori hanno trovato i titolari delle strutture disponibili: c'è chi ha dovuto comunque pagare l'affitto e andare praticamente in fallimento». Poi ci sono le tasse: «Nulla quaestio sui tributi 2019, ma sul 2020 mi aspettavo dallo Stato e anche dal Comune uno sconto sulla Tari. Un'attività chiusa da febbraio non produce rifiuti e non ha previsione di rifiuti». Nel dettaglio, il gestore del Jolly rileva: «Devo pagare 2000 euro di Tari, eppure nel 2020 ho fatto solo tre serate, il 5 gennaio, il 1 e 15 febbraio. Non posso aver consumato per 2000 euro di tributi e spero che questo importo venga rivisto. Il Jolly con la sua proposta danzante portava un'alternativa e arricchiva indubbiamente l'offerta in vallata». Un locale come il Jolly, il sabato sera, funge da calamita infatti per tanti ragazzi, che poi frequentano anche le altre attività del territorio: «Venivano tante persone dalla Riviera, da Santarcangelo, da Verucchio, da Cesena e San Marino, ma anche dalla vallata opposta, da Carpegna, Macerata, Mercatale. Ora non ci verranno più. Un bar o un ristorante possono trovarlo anche nella loro zona. Se fosse aperta, una discoteca come il Jolly non la troverebbero».