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Frode fiscale per 1,3 milioni di euro, nei guai tre commercianti e una famiglia di imprenditori riminesi

Scoperti a Rimini 81 lavoratori irregolari, 16 di loro in nero. Per gli indagati misure interdittive

Cronaca Rimini | 11:22 - 01 Ottobre 2020 Frode fiscale per 1,3 milioni di euro, nei guai tre commercianti e una famiglia di imprenditori riminesi

Operazioni simulate sempre più sofisticate, interposizioni fittizie, schemi societari di varia natura che cercavano di mascherare una frode fiscale da oltre un milione di euro. Grazie al lavoro di indagine della polizia economico-finanziaria e giudiziaria con l'operazione Paper moon, nella mattinata di giovedì sono scattate le operazioni di sequestro e di imposizione delle misure interdittive disposte dal gip Manuel Bianchi nei confronti di tre indagati titolari di tre attività commerciali, ora sequestrate. Per loro è scattato il “divieto di esercizio dell’attività imprenditoriale”. I tre negozi ora chiusi e affidati a un amministratore giudiziario, sono peraltro di proprietà di una famiglia di imprenditori riminesi operante nei settori della ristorazione, gestione di slot machine, tabaccherie e locazione turistica di immobili. Contestuale il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per l’evasione delle imposte per un ammontare di 1,3 milioni di euro.

Le indagini penali coordinate dal sostituto procuratore Luca Bertuzzi e svolte dai militari del nucleo di polizia economico-finanziaria di Rimini hanno consentito di smascherare una complessa e insidiosa frode fiscale mediante uno schema truffaldino secondo il quale dopo aver accumulato ingenti debiti fiscali, mediante alcune società preposte alla gestione dei rami aziendali maggiormente produttivi e strategici si provvedeva a svuotarle di ogni asset aziendale a favore di altre società, sempre riconducibili tramite interposta persona ai medesimi attori della frode; le società venivano poi cedute a persone nullatenenti in modo da rendere inefficaci le eventuali procedure di riscossione coattiva da parte dell’erario.

Oltre al provvedimento emesso dal Gip sono scattate anche una decina di altre perquisizioni che hanno permesso di individuare 81 lavoratori risultati alcuni senza contratto (quindi completamente “in nero”, ben 16) altri pagati con somme “fuori busta” (“irregolari”), con la segnalazione dei datori di lavoro al competente locale Ispettorato Territoriale del lavoro per l’irrogazione delle previste sanzioni amministrative pari a 58 mila euro nel minimo e 116 mila nel massimo.