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Da lunedì 5 ottobre tornano i programmi Calcio di Rigore e SportUp

Andranno in onda come di consueto su Vga TeleRimini, dal nuovo studio del Bowling Seventies

Sport Rimini | 08:32 - 01 Ottobre 2020 Corin Stella e Daniele Manuelli di Calcio di Rigore e SportUp Corin Stella e Daniele Manuelli di Calcio di Rigore e SportUp.

Tornano le trasmissioni dedicate al Rimini e al calcio locale.  Per l’ottavo anno lunedì 5 ottobre si accenderanno le luci di SportUp, il format dedicato al Rimini Calcio e alla categoria d’appartenenza. Quest’anno i biancorossi saranno impegnati nel girone D di serie D.  A dare ampia visibilità al calcio nostrano ci penserà la trasmissione Calcio di Rigore, al suo sesto anno di vita. Le trasmissioni andranno in onda dalle ore 19,55 ogni lunedì sera sull’emittente Rete8 Vga TeleRimini,  sul canale 86 del digitale terrestre, 5086 nella piattaforma Sky,  nel canale YouTube (Daniele Manuelli) e su Facebook, nelle Pagine Calcio di Rigore e SportUpRimini.

A condurre questa nuova edizione ci sarà il giornalista molisano Daniele Manuelli che sarà affiancato a rotazione da Corin Stella e dalla new entry Marika Indelicato. Nel ruolo di giornalisti ed opinionisti  si alterneranno in Calcio di Rigore Roberto Daltri, Giacomo Alpini e Renzo Baldisserri mentre in SportUp l’analisi tecnica sarà a cura dell’allenatore Massimo Zanini e del giornalista Roberto Gabellini. In regia Emanuele Valpondi e Gianluca Cesarini con la collaborazione di Matteo Zampini.  Per la prima volta dopo otto stagioni lo studio sarà ospitato dal Bowling Seventies di Cerasolo Ausa.

Raggiunto ai nostri microfoni, il giornalista e responsabile dei programmi Daniele Manuelli non si nasconde: «E’ stato un 2020 difficile per il nostro paese e tanti settori hanno accusato la crisi economica provocata dal lockdown.  Abbiamo passato un’estate durissima in cui abbiamo dovuto cercare anche una nuova location per la diretta.  Ringrazio la titolare Lina, che ci ha messo a disposizione il suo locale, il bowling Seventies».

«Vorrei dare un messaggio - prosegue Manuelli - agli editori e a chi vuole svolgere questa professione: è giusto fare dei sacrifici, la gavetta, e all'inizio non avere retribuzione per i servizi. Poi però si esagera, la gente non si rende conto che noi viviamo di questo lavoro e che la professionalità non viene ripagata. Oggi potrei citare tanti esempi di approfittatori, di tante persone che per semplice visibilità, o per amicizia. hanno preteso un servizio a titolo gratuito. Così questo sistema non potrà mai garantire prospettive future né ai giovani né a chi deve costruirsi un futuro, né a chi ha bisogno di mantenere la propria famiglia. E’ assurdo che un giornalista anziché scrivere, informarsi sugli argomenti che ha intenzione di esporre, debba inventarsi commerciale, regista, operatore video, montatore e addirittura, nel mio caso, arredatore o agente immobiliare. In questo settore dal 2001 c’è crisi, ma molti ci hanno giocato troppo permettendo a chiunque grazie ad una penna e a una telecamere di svolgere questo lavoro abbassando professionalità e livello di competenza». 

Come saranno i nuovi programmi? 

«Partiremo col sorriso e  andremo avanti in questa maniera. Ritengo che sia corretto farlo perché la gente a casa ha bisogno di staccare la spina, gli appassionati hanno bisogno di essere informati e di vedere in tv facce rassicuranti che sappiano trasmettere sicurezza, che diano trasparenza, obiettività e che non si nascondono dietro fatti scomodi». 

C'è preoccupazione per questo difficile momento economico?

«Sono tante. In questi anni ho dato una mano a tante persone che hanno studiato comunicazione e che volevano comunque lavorare come operatori presso la mia agenzia di comunicazione.  Sono state retribuite in base ai miei incassi; credo che se nel mondo della comunicazione lo avessero fatto tutti, anche se con una piccola percentuale, oggi saremo tutti meno tristi e più preparati nel nostro lavoro. Per cui la mia paura primaria è non poter pagare chi mi aiuta seriamente. Fino ad oggi ci sono riuscito, spero di non mancare mai in serietà».

Per te quest'anno si è conclusa, complice la retrocessione del Rimini in D, la tua collaborazione con ElevenSport.

«Qualcuno ebbe il coraggio di dire che godevamo degli insuccessi del Rimini e della retrocessione: ora si ricrederanno. Credo che il silenzio e il solo lavoro fatto in questi ultimi 5 mesi da parte mia abbiano fatto capire che qualcosa a questo mondo posso dare. Per ElevenSports mi dispiace tantissimo, ho iniziato con le telecronache ad avvicinarmi a questo mondo e oggi perdo una grande chance a livello nazionale. Poi dodici mesi fa ho respinto la richiesta di ElevenSport di curare le telecronache del Cesena. Vivo a Rimini, rappresento una trasmissione dedicata al Rimini Calcio e non ho trovato giusto accettare quell'offerta. Certo, se lo avessi fatto, sarei stato obiettivo e professionale in telecronaca, ma il lunedì sera non sarei stato credibile ai tifosi biancorossi. Ho perso un'entrata economica che in questo periodo poteva farmi comodo».

Come hanno risposto gli inserzionisti pubblicitari?
«I nostri inserzionisti hanno rinnovato tutti il contratto, fatta eccezione per un'azienda, con la  quale ho deciso di chiudere il rapporto io. Se il corrispettivo di un contratto, causa conseguenze del Covid-19, deve essere diminuito ok, ma se si pretende l’eccelso con la moneta della Caritas, preferisco chiudere io il rapporto».