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Bellaria piange il 13enne morto cadendo da un palazzo sul lungomare, i funerali allo stadio

Le parole del vescovo Lambiasi: "Vorrei poter dire fratellino, alzati e cammina"

Attualità Bellaria Igea Marina | 07:56 - 01 Ottobre 2020 La foto del giorno della caduta mortale La foto del giorno della caduta mortale.

Tutta la comunità si è stretta attorno alla famiglia del giovane 13enne che venerdì ha perso la vita lasciandosi cadere dal secondo piano dell'albergo di famiglia a Bellaria Igea Marina, in una dinamica che purtroppo gli inquirenti hanno già chiarito guardando le immagini delle telecamere di videosorveglianza puntate sulla via della tragedia.

A celebrare il funerale mercoledì pomeriggio allo stadio cittadino "Nanni" il vescovo di Rimini Francesco Lambiasi che si è rivolto direttamente ai genitori, mamma Stefania e papà Massimo, oltre che ai tre fratellini piccoli, in un'omelia segnata da commozione e grande compassione: «Preferirei ridurre al minimo le distanze fisiche per stare il più vicino a voi e piangere con voi le lacrime amare del vostro immenso dolore. Credetemi. Vorrei essere come Gesù per dire “Fratellino mio, dico a te: alzati!”, per restituirlo vivo alla mamma, e riconsegnarlo agli abbracci che soli ci rendono vivi. Mi sento paralizzato nel ‘palpare’ questa sofferenza implacabile, che resta avvolta nell’ombra, oltre le immagini, le parole, la tragicità di un evento più catastrofico di un terremoto. Più atroce del più atroce dolore del mondo. Lo confesso: io non so dirvi perché questa triste, disastrosa tragedia sia accaduta. Ma non posso sottrarmi alla domanda ineluttabile: ma dov’era Dio quando Manuel è morto? Io non credo in un dio che ami il dolore dei suoi figli. Che faccia l’indifferente di fronte alle lacrime di bambini innocenti, alle ferite delle ragazzine abusate, alle sofferenze degli omosessuali derisi o delle donne violentate. Io credo infine che Gesù risorto venerdì era qui a Bellaria, pronto a raccogliere vostro figlio per fare della fine della sua vita l’inizio di una vita senza fine. Io credo, Sorelle, Fratelli tutti, che così è. E con voi tutti prego che così sia».