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Tecnopolo Rimini, c'è il rinvio a giudizio per tutti e i 18 indagati. Parte il processo

L'accusa è di turbativa d'asta, falsità ideologica e materiale, truffa ai danni dello Stato

Cronaca Rimini | 11:21 - 30 Settembre 2020 Tecnopolo Rimini, c'è il rinvio a giudizio per tutti e i 18 indagati. Parte il processo

Sono stati rinviati a giudizio tutti e 18 gli indagati (ora imputati) nel caso Tecnopolo-Acquarena: lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Rimini, in modo da consentire l'avviamento del processo dopo la conclusione delle indagini avviate nel 2015 per le ipotesi di reato di turbativa d'asta, falsità ideologica e materiale, truffa ai danni dello Stato. Come ricorda anche la stampa locale, Cuore del caso giudiziario la segnalazione dell’allora assessore della prima giunta Gnassi Roberto Biagini, il quale aveva presentato un esposto al procuratore per segnalare presunti illeciti governati dalla figura di un cosiddetto “facilitatore”, un consulente di aziende private che nel tenere i rapporti con le pubbliche amministrazioni avrebbe suscitato dei sospetti. Al Tecnopolo si sono conclusi i lavori mentre il raggruppamento di imprese che aveva vinto la procedura di costruzione e gestione è fallita abbandonando il cantiere avviato davanti al palacongressi. La prima udienza del processo è fissata per il 16 marzo 2021. Tra gli imputati vi sono tre dipendenti comunali cui si aggiungono imprenditori, tecnici e professionisti. Al centro delle accuse una dichiarazione di completamento lavori del Tecnopolo e la certificazione di collaudo per ottenere il finanziamento di un milione e 350mila euro dalla Regione. Per l'altro appalto sotto la lente di ingrandimento della guardia di finanza, quello della piscina, sono imputati il titolare di una società di consulenza e l'allora vice direttore di una banca del Bolognese. Secondo le accuse avrebbero prodotto una documentazione bancaria fasulla.