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Acquista una piscina ma l'acqua è torbida come uno stagno. Imprenditore ricorre alle vie legali

Il problema dell'acqua sporca era dovuto alla mancata installazione del filtro

Cronaca Rimini | 07:55 - 27 Settembre 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Commissiona l'installazione di una piscina nella propria villa, ma si ritrova l'acqua sporca come quella di uno stagno. Un noto imprenditore di una ditta di autotrasporti del riminese, per tre estati di fila, ha dovuto rinunciare all'utilizzo della propria piscina, per la quale aveva versato un acconto di 20.000 euro. Ora, di fronte alle richieste di pagamento dell'intero prezzo pattuito, da parte della ditta incaricata dall'installazione, l'imprenditore ha deciso di ricorrere alle vie legali, chiedendo al Tribunale di Rimini, attraverso i propri legali, l'avvocato Francesca Vecchiato e il dottor Luca Signorini, un accertamento tecnico preventivo per mettere nero su bianco i difetti che hanno impedito la fruizione della piscina.

L'INSTALLAZIONE DELLA PISCINA. A inizio 2018 l'imprenditore ordinò una piscina ecologica, in quanto la sua villa si trova in una zona a vincolo paesaggistico. Era impossibile dunque praticare gli scavi necessari per la costruzione di una piscina tradizionale, con struttura in cemento armato e la vasca. Ordinò una piscina ecologica presso una nota ditta della regione e stipulò un contratto d'appalto con un'azienda marchigiana per l'installazione e il collaudo. Versò in acconto 20.000 dei 50.000 euro pattuiti. Ma dopo l'installazione, la piscina ecologica non fu collaudata, nonostante alcuni solleciti. Ciò avvenne l'anno successivo, nel 2019. Ma l'imprenditore riminese si accorse che l'acqua non era limpida. La sua piscina sembrava infatti uno stagno. Cercò di risolvere il problema usando del cloro (le piscine ecologiche non ne necessitano), ma tutto fu inutile. L'installatore addebitò il problema all'incuria nella manutenzione da parte del proprietario. Non fu l'unico problema riscontrato: la piscina perdeva anche acqua. Nella stesura del telo impermeabilizzante si erano verosimilmente create piccole lacerazioni che nel tempo si sono allargate, costringendo il proprietario a colmare le perdite, versando 200 litri di acqua.  L'imprenditore riminese ha deciso di cautelarsi presso il Tribunale, non avendo ottemperato alla richiesta dell'installatore di pagare i 30.000 euro rimanenti, per mettere nero su bianco i difetti emersi a causa di alcune imperizie nell'installazione. Intanto anche nel 2020, per la terza estate di fila, ha dovuto rinunciare alla sua piscina.