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Indagine del Sole 24 ore sull’effetto del Covid sui bilanci comunali: a Rimini calo del 38%

Assessore Brasini: "Abbiamo messo in sicurezza i conti del Comune e sostenuto le imprese"

Attualità Rimini | 14:26 - 21 Settembre 2020 Il comune di Rimini Il comune di Rimini.

Il lockdown e, più in generale, il Covid, hanno inevitabilmente inficiato sui bilanci comunali. La conferma arriva dalla classifica presentata dal Sole 24 ore che si concentra sull’effetto dell’emergenza sanitaria sulle casse degli enti locali nei primi otto mesi dell’anno alla luce del lockdown, delle proroghe e delle agevolazioni messe in campo per sostenere i contribuenti in questa difficile fase. Secondo questa classifica, che prende in considerazione 92 comuni sopra i 50mila abitanti e che fa riferimento due delle variabili che maggiormente possono essere state influenzate dalla pandemia – le entrate tributarie e le sanzioni stradali nei primi otto mesi dell’anno – Rimini presenta un calo del 38% rispetto alla media del triennio precedente 2017/2019, dato che colloca la città in linea con la media italiana (il record è Bolzano, con -73%).

“Lo studio è interessante, seppur necessariamente parziale – commenta l’assessore al Bilancio del Comune di Rimini Gian Luca Brasini – Ma al di là della classifica in sé, l’analisi consente di fornire uno spaccato delle conseguenze dell’emergenza sanitaria sugli equilibri finanziari degli enti locali, alle prese con una contrazione di entrate dovute al congelamento e rinvio di alcuni tributi o alla ovvia contrazione di altre entrate (vedi l’imposta di soggiorno) e al blocco prolungato di molte attività, imprese e dei limitati spostamenti sul territorio. Pur a fronte di enormi difficoltà e le ormai abituali incertezze rispetto ai finanziamenti statali, l’Amministrazione comunale è riuscita a rimodulare il bilancio tenendo fede ai suoi principi fondamentali, l’invarianza della pressione fiscale, il sostegno al welfare e la capacità di investimento sulle opere strategiche. Si è agito da subito al fine di prevedere quali avrebbero potuto essere le ricadute in termini di minor di gettito, cosi da avere il controllo della spesa; al tempo stesso si è monitorato quali sarebbero stati i minori costi e le maggiori spese da affrontare per sostenere la comunità. Grazie anche ad una solidità finanziaria costruita in questi anni e al lavoro sul recupero dell’evasione fiscale, abbiamo potuto gettare il cuore oltre l’ostacolo, riuscendo a mettere in campo a favore di imprese e famiglie un articolato pacchetto di azioni. Un piano straordinario che in questa prima fase si è concentrata sulle attività economiche e sul sostegno dell’occupazione, mettendo ad esempio 7 milioni nell’assestamento di bilancio per sgravi e agevolazioni su Tari, Cosap e Imu.


Decisiva in questo senso è stata la decisione di finanziare col bilancio, senza gravare sulle famiglie, una serie di sconti sulla TARI per coloro che hanno subito la chiusura del lockdown. Si è lavorato per sostenere le imprese in crisi di liquidità e per andare incontro alle famiglie, a partire dalla considerazione che l’economia del nostro territorio è caratterizzata da una forte stagionalità e che dunque molti lavoratori stagionali hanno tardato a lavorare.

E altro potremmo fare soprattutto se il Governo terrà fede all’impegno e destinerà al territorio di Rimini una parte dei fondi destinati alle zone più colpite dalla pandemia. Un impegno di cui non c’era traccia nella bozza di provvedimento presentata a settembre e che rappresenterebbe un duro colpo per la provincia, dopo i grandi sacrifici fatti nella fase più delicata della pandemia. In queste settimane abbiamo condiviso con Anci e Ifel, l’istituto per la finanza e l’economia locale, un emendamento che possa consentire anche ai Comuni come Rimini, non ‘formalmente’ rientrati nella zona rossa ma che hanno comunque subito misure più restrittive rispetto al resto del territorio nazionale in termini di mobilità e di attività produttive e di servizi, di accedere al fondo. Confidiamo a breve di poter ricevere notizie positive”.