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Scuola materna di Canonica, l'amministrazione comunale ribadisce: "progetto conforme"

Per accelerare la ripresa del cantiere, i lavori saranno affidati ad Anthea

Attualità Santarcangelo di Romagna | 15:00 - 19 Settembre 2020 Il rendering della scuola materna di Canonica Il rendering della scuola materna di Canonica.

L'amministrazione comunale di Santarcangelo risponde alle accuse dei consiglieri di opposizione di "un bene in comune" e alla loro mozione presentata in consiglio comunale sul progetto di costruzione della nuova scuola materna di Canonica. In primo luogo si evidenzia in una nota che il cantiere non sia «in stato di abbandono e privo di protezioni», ma protetto da «una nuova recinzione di proprietà del Comune installata lo scorso mese di giugno quando l’impresa DDL ha ritirato la propria». Inoltre sono stati eseguiti interventi di sfalcio dell'erba, che saranno ripetuti nelle prossime settimane. Relativamente alle irregolarità lamentate da Domenico Samorani e dai consiglieri del suo gruppo, l'amministrazione comunale respinge le accuse:  «Quali siano i vizi e le irregolarità non è infatti dato sapere e nemmeno sulla base di quale perizia tecnica si basi la tesi sostenuta dai partiti di minoranza».

Nel merito, «il progetto esecutivo oggetto di appalto (non soggetto alle normative europee) ha ottenuto tutte le autorizzazioni previste dalla legge a partire da quella dell’ex Genio Civile, mentre il collaudatore tecnico-amministrativo e il collaudatore statico hanno attestato la conformità delle procedure seguite alla normativa tecnica di settore e alle norme sui lavori pubblici». Inoltre, «il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici si è espresso a favore delle scelte progettuali dell'architetto Contavalli, progettista dell'opera, relativamente al cordolo ventilato oggetto di contestazione da parte dell’impresa DDL srl». Sul cordolo sono state eseguite prove disposte dal direttore dei lavori «che certificano ulteriormente l’idoneità del prodotto» e che sono state pagate dal comune di Santarcangelo, nonostante fossero a carico della DDL. Con la ditta il contratto è stato risolto per «consistenti ritardi nell’esecuzione dei lavori» e il Tribunale di Rimini ha respinto il successivo ricorso dell'impresa con la richiesta di accertamento tecnico-preventivo.

IL FUTURO DEL CANTIERE. Durante il lockdown l'amministrazione comunale ha interpellato le restanti imprese, partecipanti alla gara d'appalto, per richiedere la loro disponibilità a terminare i lavori, e nel frattempo è stata riscossa parte della fidejussione prestata a garanzia dalla DDL: «una somma di circa 70.000 euro, parte dell’anticipazione del 20 per cento sull’importo di contratto come previsto dalle normative, per lavori non eseguiti dalla DDL stessa». Nessuna delle imprese interpellate ha accettato, per cui l'amministrazione comunale («facendo riferimento alle nuove norme in materia di semplificazione che prevedono specifiche procedure per completare opere oggetto di contenzioso, favorendo l’affidamento dei lavori per l’ultimazione delle stesse alle società in house») si avvalerà di Anthea, per la notevole esperienza nel campo dell'ediliza scolastica e per le tempistiche ridotte, rispetto a una nuova gara d'appalto: «In questo senso la Giunta sottoporrà al Consiglio comunale un atto di indirizzo per avvalersi della società in house per completare i lavori sulla base del progetto approvato, che viene pertanto confermato». L'amministrazione comunale infine smentisce qualsiasi affermazione su una revisione del progetto in base alle norme anti Covid-19.