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Divieto di caccia nelle aree lungo il percorso ciclo pedonale del fiume Marecchia

Firmata per il terzo anno consecutivo ordinanza a tutela della pubblica incolumità

Attualità Rimini | 11:10 - 19 Settembre 2020 Divieto di caccia sul percorso ciclo pedonale del fiume Marecchia Divieto di caccia sul percorso ciclo pedonale del fiume Marecchia.

Sarà a breve pubblicata l’ordinanza con cui il Comune di Rimini introduce misure mirate a tutelare l’ incolumità nelle aree adiacenti al percorso ciclo-pedonale e storico-naturalistico del fiume Marecchia: qui sarà vietata infatti l’attività di caccia. L’ordinanza è stata adottata per la prima volta nel 2018 e riproposta l’anno successivo, a seguito delle criticità di pubblica incolumità e pubblica sicurezza connesse all’attività venatoria segnalate da cittadini, associazioni e dalle Forze dell’ordine. Con l’obiettivo di garantire la sicurezza di chi utilizza i percorsi naturalistici e ciclopedonali e di impedire il verificarsi di quegli incidenti già registrati in passato, l’ordinanza dispone il divieto dell'esercizio dell'attività̀ venatoria lungo il percorso Storico Naturalistico che si snoda a destra e sinistra del fiume Marecchia, per il tratto che interessa il territorio comunale compreso tra la SS 16 e il confine comunale. 
 

In particolare il divieto dell'esercizio venatorio, sia in forma vagante sia con appostamenti temporanei, fatti salvi gli appostamenti fissi regolarmente autorizzati dalla Regione, interessa una fascia di larghezza di cinquanta metri a destra e di cinquanta metri a sinistra del percorso Storico Naturalistico del Fiume; in tale fascia è inoltre obbligatorio tenere il fucile scarico e nelle zone adiacenti alla fascia di rispetto è inoltre vietato sparare in modo che la traiettoria di tiro attraversi il percorso stesso. È vietato altresì attraversare il percorso e/o camminare sullo stesso con fucile carico. Il provvedimento è valido fino alla conclusione della stagione venatoria 2020-2021.
 

Il controllo del rispetto del provvedimento è effettuato, ognuno per le proprie competenze, dall'Arma dei Carabinieri Nucleo Forestale, dagli agenti della Polizia Provinciale, dalle Guardie Volontarie delle Associazioni Venatorie e Ambientaliste. Oltre alle sanzioni previste dalla normativa vigente in materia di attività venatoria, il mancato rispetto delle disposizioni previste avrà anche conseguenze penali per la violazione dell’art.650.
 

Per il terzo anno consecutivo si introducono queste misure che non pregiudicano l’attività della caccia, ma consentono di trovare un equilibrio con le esigenze degli utenti del percorso ciclopedonale, sempre più utilizzato dai cicloturisti e dai cittadini, ancor più oggi che si sta riscoprendo la necessità di vivere a contatto con l’ambiente e la natura e praticare sport all’aria aperta – è il commento dell’Amministrazione Comunale – Un provvedimento introdotto in via sperimentale nel 2018 e riproposto lo scorso anno anche su invito della Prefettura, che concilia le esigenze di tutti e valorizza il nostro patrimonio naturalistico”.