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Programmazione del territorio, Frisoni chiede alla Regione più flessibilità tra legge e applicativi

L'assessora riminese: "Digitalizzare uffici e pratiche edilizie e superare lo stato di fatto/di diritto"

Attualità Emilia Romagna | 12:24 - 18 Settembre 2020 L'assessora Roberta Frisoni L'assessora Roberta Frisoni.

Giovedì 17 settembre si è svolto un incontro con l’assessore regionale alla programmazione territoriale Barbara Lori per un aggiornamento dopo la sospensione dovuta al lockdown, del percorso partecipato e del confronto con gli enti locali per la tutela e uso del territorio. A partecipare per conto del Comune di Rimini l'assessora alla programmazione e gestione del territorio Roberta Frisoni, che ha ribadito come sia «indispensabile raggiungere e non derogare agli obiettivi indicati dalla legge», puntualizzando però un aspetto su tutti: «Ho chiesto un impegno a rendere lo strumento legislativo e i suoi applicativi più flessibili, agili e capaci di adattarsi agli sviluppi in tempo reale dei contesti territoriali. Non possiamo certo permetterci percorsi rigidi e ingessati perché finiremmo per penalizzare interventi e incentivi. La possibilità di intervenire sulla messa in sicurezza del patrimonio edilizio esistente per permettere lavori  sul rischio sismico delle abitazioni deve essere agevolata dal superamento di "stato di fatto" e "stato di diritto". Dobbiamo avere il coraggio di riproporre queste modifiche normative a Roma, che non sono state accolte dalla discussione sul dl Semplificazioni». Analoga chiarezza va fatta su rispettivi ruoli e competenze in materia urbanistica tra Regioni e Province: «Non possiamo permetterci accavallamenti di funzioni che portano con sé lentezza e equivoci. Fondamentale digitalizzare tutti gli uffici e le pratiche edilizie. Serve per velocizzare gli interventi e per accompagnare il cambiamento della nostra società, anche all’insegna di quello che abbiamo imparato dal Covid. Se le risorse del Recovery Fund devono essere investite per interventi strutturali, questo è un intervento strutturale. Digitalizzare l’edilizia vuol dire anche velocizzare la riqualificazione energetica e sismica del nostro patrimonio esistente ora che ci sono incentivi importanti. Vuol dire parlare di clima e ambiente. Vuol dire fare lavorare aziende e creare nuova occupazione.

La regione Emilia Romagna ha fatto e sta facendo molto su questi fronti e deve mantenere lo sforzo anche in futuro, ad esempio, sui bandi per la rigenerazione urbana, per l’edilizia sociale, per la mobilità, supportando anche i Comuni più piccoli nell’adesione a queste competizioni. Così come sostenere gli stessi nell’organizzazione degli uffici di piano.”.