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Primo anno alla facoltà di Giurisprudenza: l’avventura di Diritto privato romano

E' un percorso a ciclo unico che dura almeno 5 anni,

Attualità Nazionale | 11:01 - 18 Settembre 2020 Facoltà di Giurisprudenza, foto di repertorio Facoltà di Giurisprudenza, foto di repertorio.

Quando a 19 anni ci si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza con molta probabilità non ci si rende conto della scelta impegnativa che si sta facendo: innanzitutto, si tratta di una materia affascinante ma estremamente complessa che richiede passione e propensione allo studio e all’approfondimento; inoltre, è un percorso a ciclo unico che dura almeno 5 anni, se non si va fuoricorso; poi, ogni esame è una sfida e va preso come tale. Ogni materia serve per conseguire una preparazione completa e articolata ed è importante non lasciare lacune perché difficilmente si colmeranno con gli esami. Bisogna immaginare questo percorso come formato da tasselli e ognuno va a creare il mosaico finale. Questo percorso inizia sin dal primo giorno: checché se ne dica, il primo anno a Giurisprudenza serve a gettare le basi per il futuro. Infatti, si incontrano alcune delle materie fondamentali, Diritto privato, Diritto costituzionale e Diritto privato romano, per molti il primo esame della carriera. Trattasi di una disciplina dalla nomea contrastata: Diritto romano per alcuni è un esame “fattibile”, soprattutto se il percorso liceale prevedeva lo studio del latino in quanto molte definizioni sono in lingua; per altri è un vero (primo) scoglio, soprattutto se non si è mai approfondita la storia romana. Infatti, l’esame alterna parti storiche ad altre prettamente giuridiche che esigono uno studio specifico che fungerà da base per tutti gli esami del percorso. Qualunque sia il primo approccio alla materia, è estremamente importante affrontarlo ad armi pari!

Diritto privato romano: come affrontarlo con le strategie giuste

  1. Non saltare le lezioni sin dal primo giorno. La costanza è un’arma fondamentale. Ascoltare la lezione è un primo passo per imparare e memorizzare: seguendo il ragionamento e la spiegazione del docente si iniziano a gettare le basi per lo studio da effettuare individualmente. Inoltre, si evinceranno i collegamenti e i nuclei tematici fondamentali;
  2. Pianificare sin da subito. Le nozioni da imparare sono tante e non possono essere apprese in poco tempo. Un piano di battaglia (giornaliero, settimanale, mensile) per affrontare lo studio è vitale;
  3. Studiare sui testi giusti. Se un manuale è consigliato non vuol dire che sarà il miglior strumento a disposizione: ognuno predilige uno stile cognitivo e di apprendimento specifico, che bisogna assecondare e potenziare. Scegliere il proprio testo di riferimento è un modo per facilitarsi lo studio perché si individua quello che rende più funzionale il processo di apprendimento. Un buon manuale deve essere completo, ma lineare, chiaro e comprensibile.  Se stai cercando un libro che riassuma queste caratteristiche, qui trovi il manuale di diritto privato romano di Giappichelli.
  4. Una lettura approfondita e concentrata. La pianificazione deve essere accompagnata da una lettura approfondita e attenta e da un ripasso pedissequo e non altalenante. Molti aspetti del diritto necessitano di essere memorizzati: Diritto privato romano è uno di quei casi;
  5. Preferire lo studio individuale, ma non vedere come inutile lo studio collettivo. Confrontarsi con i colleghi è un ottimo modo per fare il punto sullo studio e chiarire gli argomenti meno chiari.

    Ogni esame è una sfida e in particolar modo lo sono i primi esami del percorso. In bocca al lupo!