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Sciopero della sanità mercoledì 16 settembre a Bologna: coinvolti anche operatori riminesi

Il segretario generale Cozza affila le unghie: "Stop a chi nega i diritti dei lavoratori"

Attualità Rimini | 19:28 - 14 Settembre 2020 Sciopero della sanità mercoledì 16 settembre a Bologna: coinvolti anche operatori riminesi

I lavoratori della Sanità privata saranno in sciopero mercoledì 16 settembre con presidio regionale unitario a Bologna sotto la sede di Confindustria Emilia-Romagna. Secondo Mario Giovanni Cozza, segretario generale CISL Funzione Pubblica Romagna, “la mancata sottoscrizione del rinnovo del contratto nazionale dei dipendenti della sanità privata associati ad Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata) e Aris (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari) rappresenta un vero e proprio insulto a chi lavora. È l’ennesima dimostrazione del poco rispetto nei confronti di chi ha contribuito in questi anni ad aumentare gli introiti e i bilanci delle società di gestione degli ospedali privati accreditati con il Servizio Sanitario Regionale. I lavoratori sono stanchi dei giochetti al rialzo dei datori di lavoro. Si tratta di un comportamento grave, scorretto e senza precedenti di Aiop e Aris". Dopo 14 anni senza rinnovo contrattuale, le due associazioni, che raggruppano i datori di lavoro della sanità privata, benché avessero firmato la pre-intesa per il rinnovo del contratto lo scorso 10 giugno, non si sono poi presentate al tavolo per la sottoscrizione definitiva, negando quindi ai lavoratori del settore le garanzie e le tutele che già spettano ai colleghi della sanità pubblica.

Sono oltre 1500 gli addetti nelle province di Forlì- Cesena, Ravenna e Rimini - sottolinea Mario Giovanni Cozza - ed è vergognoso che ai lavoratori di un settore così fondamentale per la salute dei cittadini e gestito da società con fatturati da capogiro, venga negato un contratto di lavoro da 14 anni. "Non permetteremo che si avalli ancora un sistema - conclude Mario Giovanni Cozza - che valorizza le casse degli imprenditori della salute a discapito dei diritti dei lavoratori. Lotteremo, se necessario, anche per modificare il sistema degli accreditamenti delle strutture private che erogano i servizi sanitari”.