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Il segretario Sacchetti e gli assessori Pd: 'riapertura scuole una grandissima operazione sociale'

'Fiduciosi su una ripartenza in sicurezza pur tra linee guida non sempre puntuali e tempestive'

Attualità Rimini | 13:34 - 11 Settembre 2020 Da sinistra in senso antiorario: Sacchetti, Morolli, Bertuccioli e Malpassi Da sinistra in senso antiorario: Sacchetti, Morolli, Bertuccioli e Malpassi.

“L’avvio dell'anno scolastico non è solo l'emblema di un Paese che riparte, ma una grandissima operazione sociale, vista la capillarità e l'incidenza sulle vite delle famiglie: 50mila studenti nel territorio riminese, 8 milioni di studenti a cui si aggiunge un milione tra insegnanti e personale scolastico in Italia“. A qualche giorno da d-day fissato per lunedì 14 settembre, il segretario provinciale del Partito Democratico Filippo Sacchetti e gli assessori del Pd che rappresentano il territorio, il capoluogo, la costa e l’entroterra (Mattia Morolli del Comune di Rimini, Maria Elena Malpassi di Misano e Michela Bertuccioli di San Giovanni in Marignano) fanno un excursus di questi sette mesi senza lezioni in presenza, evidenziando il grande lavoro delle istituzioni, dei comuni e della provincia con il presidente Riziero Santi, “in diversi casi nell’incertezza di linee guida e indicazioni che cambiavano continuamente”. 

Da dove si partiva (i mesi del covid). Era il 21 febbraio quando il Governo annunciava  la chiusura di tutti i servizi educativi e scolastici per ordine e grado a partire dal 23. Per poi decidere la settimana dopo, con l’aumento dei contagi, di sospenderli. In questi mesi però la scuola non si è fermata e, grazie alla volontà, alla creatività e al bisogno civile di non dimenticare che l’istruzione è un elemento fondamentale per la crescita di vita si sono attivati progetti, lezioni, iniziative per continuare, le attività didattiche. Se lo strumento della didattica a distanza è stato (al di là del giudizio positivo o negativo che ogni singolo studente, insegnante, genitore può avere) l’unica piattaforma su cui operare, nella fascia 0-6 anni le educatrici e le insegnanti hanno saputo inventare momenti per mantenere un contatto con la fascia d’età dei più piccoli e piccolissimi.  Questo territorio è stato uno dei più colpiti, ma grazie al lavoro degli insegnanti non è mai mancato un riferimento didattico e grazie al lavoro svolto con ASL, associazioni di famiglie legate al tema del sostegno e Comuni sono state date risposte in maniera tempestiva, diffusa e senza lasciare indietro nessuno. 

L’armonico ritorno (centri estivi e lavori nelle scuole). Un’azione fondamentale era l’idea di un ritorno armonico alle attività scolastiche ed educative, con un percorso che riguardasse centri estivi e momenti di saluto per il fine anno. Percorso compiuto ottimamente a livello locale pur fra ovvie difficoltà: i Comuni hanno ricevuto ad esempio le linee guida sui centri estivi a pochissimi giorni dall’avvio del servizio, ma spinti soprattutto dalla necessità di riportare i bambini e ragazzi a vivere la stagione con altri coetanei hanno messo in piedi attività perfette. Ancor più tenendo conto delle dinamiche di un’economia turistica che comporta la necessità di orari e servizi mirati: non a caso negli ultimi anni si è registrato raddoppio delle iscrizioni. Va anche aggiunto che rispetto al passato il rapporto educatori-bambini è passato da 1:20 a 1:7 e questo ha portato le amministrazioni a sforzi logistici, sanitari e di valutazioni economiche per non ricadere sulle tasche delle famiglie mai viste prima. Gli enti locali hanno raddoppiato, se non triplicato, la disponibilità di scuole dove attivare i centri estivi e in aggiunta, il Comune capoluogo ha trovato l'accordo col proprio personale educativo per lavorare alcune settimane in estate, dando così un doppio segnale di condivisione della situazione che ha generato un ulteriore forte risparmio per le famiglie riminesi.

Questo servizio educativo è stato erogato nel binario della normalità ed è stato affiancato da un grandissimo lavoro progettuale, finanziario e di cantiere nelle scuole di tutta la provincia. Già da giugno molti Comuni si sono messi al tavolo coi dirigenti scolastici e i referenti di plesso per valutare scuola per scuola, classe per classe, le distanze per poter portare gli studenti e gli insegnanti a scuola. Questo lavoro ha riguardato l'abbattimento di muri e la rimodulazione degli spazi portando a ripensare certi servizi, ma trasformando la contingenza strutturale in opportunità didattica si è deciso anche di investire il contributo del Governo in strutture come i gazebo e arredi esterni per poter attivare l'educazione all'aperto in una visione in cui gli spazi verdi nelle scuole e nelle città diventano appendici della formazione. 

Il ritorno. Dopo oltre sette mesi di scuole chiuse (neanche durante il secondo conflitto bellico le attività educative furono sospese), il nostro plauso va dunque agli enti locali, che in un sinergico lavoro di collaborazione interna e con la Regione hanno lavorato per rimettere in campo servizi educativi, riportare strutturalmente i ragazzi in classe e informare in ogni modo, con ogni mezzo, su ogni piattaforma, i genitori sui passi che si stanno mettendo in campo per queste varie ripartenze.