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Oltre 700 operatori della sanità privata a Rimini in attesa di nuovo contratto, pronto lo sciopero

Daniele Esposito, Fp Cgil: "Non ricordiamo un atteggiamento tanto arrogante e sprezzante"

Attualità Rimini | 12:07 - 09 Settembre 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Dopo tre anni di contrattazione e 14 di attesa ancora non si sta procedendo alla sottoscrizione del contratto per la tutela dei lavoratori nella sanità privata, la cui preintesa è stata siglata il 10 giugno. «Un comportamento inaccettabile che mette in luce l’avidità della parte datoriale», denuncia Daniele Esposito del Fp Cgil Rimini. «Non si ricorda nella storia recente un atteggiamento tanto arrogante e sprezzante delle buone relazioni sindacali e del rispetto per chi ogni giorno suda la divisa nei reparti.

Nella sola provincia di Rimini sono circa 700 i lavoratori della sanità privata in attesa del rinnovo del Ccnl ormai scaduto da più di un decennio, e sempre a Rimini sono 5 le strutture accreditate che lo applicano (Aiop, Sol et Salus, Villa Maria, Luce sul Mare, Casa di Cura Clinica Montanari e Villa Salus), «sodalizi che grazie agli accordi con il SSR fanno profitti sulle spalle di lavoratori che nonostante tutto continuano a offrire professionalità, dedizione e sacrificio alla causa. È stato riconosciuto da tutti l’impegno profuso durante il tragico periodo di picco del Covid-19, lavoratori definiti da tutti eroi, pacca “mediatica” sulla spalla. Ma Fp Cgil ha sempre sostenuto che “uguale lavoro uguale  retribuzione” e con la firma della preintesa questo obbiettivo era stato raggiunto livellando difatti i tabellari tra pubblico e privato: 14 anni di latenza che hanno prodotto un esodo di professionisti verso il pubblico, un allargamento della forbice economica tra pubblico e privato ma soprattutto un arricchimento dei datori di lavoro che in questi anni non hanno sicuramente risentito della mancata sottoscrizione del Ccnl. Quello a cui assistiamo oggi è un impoverimento professionale, i lavoratori non fidelizzano più con le aziende e la scelta di lavorare presso queste strutture e solo un passaggio in attesa che vengano banditi concorsi nel SSN, professionisti svuotati dell’entusiasmo e della prospettiva di vedersi valorizzati. Fp Cgil mobiliterà tutte le forze a disposizione per raggiungere l’obbiettivo ma è chiaro che non può e non deve essere l’unica, ci vuole sinergia con la Politica, le istituzioni e la cittadinanza, alzare l’asticella del conflitto e andare a prendersi il contratto».

Il 16 settembre è previsto lo sciopero nazionale con presidio davanti a Cofindustria a Bologna dalle ore 10.