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Crisi agricola, Confagricoltura propone un tavolo su questioni e futuro per le imprese

Carlo Carli: "Anno critico, diventa centrale il tema della redditività"

Attualità Rimini | 09:35 - 09 Settembre 2020 Carlo Carli, presidente di Confagricoltura di Forlì-Cesena e di Rimini Carlo Carli, presidente di Confagricoltura di Forlì-Cesena e di Rimini.

I dati presentati in questi giorni della Camera di Commercio per la stagione 2020 evidenziano alcune caratteristiche che Confagricoltura di Forlì-Cesena e di Rimini ha sottolineato in diverse occasioni.

La stagione 2020 è stata caratterizzata da una minore produzione e da un incremento dei prezzi medi della frutta estiva, in continuità con le già difficili annate precedenti. Il tutto associato ad altri problemi cui sono soggetti i produttori, come il ridimensionamento delle superfici coltivate, i problemi sanitari specifici e sempre più diffusi e la concorrenza sleale, in un contesto reso più difficile per l’emergenza Covid-19.  

Analizzando i dati relativi all’andamento dei prezzi della frutta estiva nel territorio di Forlì-Cesena, si evidenzia un incremento delle quotazioni medie stagionali, conseguente alla rilevante contrazione dell’offerta (riduzione della produzione raccolta a causa delle avversità meteo-climatiche di inizio primavera). Ci si trova di fronte ad un’altra stagione di scarsa produzione e di qualità contenuta, che si associa alla costante riduzione delle superfici coltivate (in atto già da diversi anni) e agli effetti straordinari dell’emergenza Covid-19 sulle strutture di costo dei produttori e dell’intera filiera ortofrutticola.

“L’andamento negativo dell’annata – sottolinea Carlo Carli, Presidente di Confagricoltura di Forlì-Cesena e di Rimini - aggrava le difficoltà strutturali dell’intero comparto. Come dico da tempo, è bene che ci occupiamo con urgenza e a tutti i livelli, territoriali e nazionali, della redditività dei produttori. E’ evidente che il ruolo dei produttori è fondamentale, non solo nell’immediato, ma nel futuro, anche per preservare il territorio, le colture, la biodiversità. Gli agricoltori sono i primi custodi dell’ambiente, ma l’annata particolarmente difficile induce molti a fare scelte anche drastiche. Parliamo tutti da anni di filiera corta e l’emergenza di questi mesi dovrebbe averci insegnato il valore dell’agricoltura e dell’agroalimentare in generale, occorre quindi porre mano alle politiche e restare al fianco dei produttori, per dare loro una speranza per il futuro”.

Da qui la proposta di Confagricoltura di istituire un tavolo romagnolo che affronti tutte le questioni e trovi nuove soluzioni per dare un futuro alle imprese.