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Traffico di droga dalla Spagna a Rimini: nell'organizzazione anche corrieri e custodi

Il vertice del sodalizio criminoso è ritenuto F.D., un 26enne, colui che si occupava dell'acquisto della marijuana

Cronaca Rimini | 13:38 - 08 Settembre 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Hanno fatto emergere un traffico di droga con un giro d'affari superiore al milione di euro, nell'arco di 19 mesi, le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Rimini, coordinate dal Sostituto Procuratore Davide Ercolani, e finalizzate nell'operazione Pony Express, che hanno portato all'esecuzione di sei misure cautelari in carcere e agli arresti domiciliari, nei confronti di altrettanti cittadini di nazionalità italiana e straniera, ritenuti i componenti di un sodalizio criminale. E' stato inoltre eseguito un decreto preventivo finalizzato alla confisca di beni riconducibili a uno degli indagati, per un valore complessivo di 480.000 euro, quale profitto conseguito dall'attività di spaccio. 

Le indagini hanno ruotato attorno alla figura di F.D., un italiano di 26 anni, incensurato fino all'arresto avvenuto il 25 giugno 2019 per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: l'uomo che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, non era un semplice spacciatore, ma acquistava grossi quantitativi di marijuana dalla Spagna e dalla provincia di Roma, cocaina dalla Lombardia, per poi farle spacciare da pusher di fiducia nelle province di Rimini e Forlì-Cesena. Il nome dell'operazione, Pony Express, è un riferimento a un 53enne pakistano e a un 29enne ucraino, due corrieri che si occupavano anche di un altro trasporto, illecito: quello della droga, che era poi nascosta in locali sottoposti alla custodia di altri due soggetti italiani, un 32enne e un 45enne. I due "custodi" sono stati arrestati nel 2019, rispettivamente il 21 febbraio e il 2 luglio; per ciò che concerne i corrieri, il 29enne ucraino è tra le persone sottoposte ai domiciliari in base agli ultimi sviluppi delle indagini, mentre  il pakistano fu arrestato il 16 gennaio 2019 a Santarcangelo, fermato mentre trasportava 70 dei 150 kg di marijuana che F.D., la persona ritenuta il vertice del sodalizio criminoso, aveva acquistato dalla Spagna. 

Ai domiciliari ci sono ora anche un 32enne italiano, un cameriere di 23 anni residente a Rimini, e un personal trainer di 26 anni. Quest'ultimo è il fratello di uno dei due sottoposti a misura cautelare in carcere, 28 anni; l'altro è un 32enne albanese residente in Provincia di Forlì-Cesena. Tutti accusati di essere gli spacciatori, mentre il 32enne albanese aveva allacciato un vero e proprio rapporto d'affari con F.D., il 26enne ritenuto il cuore del sodalizio criminoso: trattatva grossi quantitativi di marijuana, ceduti a volte in modo autonomo agli spacciatori, oppure allo stesso F.D, rifornendosi in provincia di Ravenna.