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In tour nei rifugi in zona Campigna, si perdono: brutta avventura per due ragazze riminesi

Sul posto il Soccorso Alpino e Speleologico che ha attivato la squadra del Bidente

Attualità Rimini | 10:02 - 05 Settembre 2020 Uno dei cartelli col numero di soccorso Uno dei cartelli col numero di soccorso.

Due ragazze di 21 anni, residenti entrambe a Rimini, sono partite nella tarda mattinata di venerdì 4 settembre per fare un tour dei rifugi nella zona di Campigna nel comune di Santa Sofia della durata di tre giorni.
Arrivate col pullman si sono fermate in località Lago. Dopo essere scese dal mezzo pubblico, sono partite imboccando il sentiero cai 261 conosciuto anche come sentiero delle Ripe Toscane con destinazione Rifugio Fontanelle.


Dopo aver percorso già un bel tratto di cammino si sono però accorte che il sentiero era franato a causa degli ultimi fenomeni temporaleschi e non c’era la possibilità di proseguire. Molto preoccupate e impaurite, le due ragazze, senza cartina, hanno cercato di avanzare nel cammino utilizzando una App scaricata nel telefonino. In zona la linea dati è molto scadente e purtroppo l’applicazione non riusciva più a dare le informazioni necessarie. Le due escursioniste si sono accorte che attaccato ad un albero c’era un cartello con un numero di soccorso. Questi cartelli, finanziati dell’Ente Parco su un preciso progetto del Soccorso Alpino e Speleologico, stazione Monte Falco, riportano un numero, già geo referenziato, che permette alla Centrale Operativa del CNSAS di individuare subito il punto.


Verso le 15,40 le ragazze hanno chiamato il 118 per chiedere aiuto, specificando il numero di soccorso, specificando che si erano perse. La Centrale del 118 ha quindi inviato sul posto il Soccorso Alpino e Speleologico, stazione Monte Falco, che ha attivato la squadra del Bidente. In poco meno di 40 minuti le due riminesi sono state raggiunte dai tecnici del CNSAS e accompagnate a piedi fino alla località Celle, poi con il mezzo fuori strada, fino al rifugio Le Fontanelle. Alle ragazze la squadra intervenuta ha poi donato una cartina del parco con la raccomandazione di impararla ad usare.