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Degrado nelle ex colonie, comune di Rimini chiede più controlli

Nel contempo però chiede ai privati di investire e presentare progetti di recupero

Attualità Rimini | 15:24 - 29 Agosto 2020 L'assessore Jamil Sadegholvaad L'assessore Jamil Sadegholvaad.

Il Comune di Rimini chiederà al Prefetto, in sede di Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza, di potenziare l'attività di controllo specie nelle ex colonie e nelle zone limitrofe, per contrastare fenomeni di degrado. Lo annuncia l'assessore Jamil Sadegholvaad, che evidenzia "lo sforzo straordinario delle forze dell'ordine per presidiare l'intero territorio, anche in considerazione di una stagione turistica partita con molte incertezze, ma che tra luglio e agosto ha portato a Rimini un numero importante di vacanzieri". Ma non basta l'attività di controllo: la questione è che il contrasto al degrado passa anche per il recupero degli immobili in stato di abbandono. Rigenerazione urbana necessaria, rimarcia Sadegholvad: "A Rimini sud abbiamo avviato un importante processo di cambiamento e stiamo accelerando affinché, parallelamente a quanto sta avvenendo nel quadrante nord della città, si possa dare completamento alla riqualificazione della zona con il Parco del Mare sud e la riqualificazione dei viali delle Regine". Sul recupero delle ex colonie ci sono difficoltà generate dalle diatribe con i privati e da impedimenti burocratici. Nel dettaglio, "sulla ex colonia Novarese l'amministrazione comunale di Rimini sta facendo uno sforzo straordinario: oggi siamo nelle condizioni di dare una prospettiva al progetto del Polo del Benessere, con la recente pubblicazione dell'avviso per la raccolta di manifestazioni d'interesse, step che condurrà alla predisposizione di un prossimo bando per l'acquisizione degli immobili". Per l'ex colonia Bolognese, è stata proficua la gestione dell'associazione Palloncino Rosso. "Idee, progetti, non mancano, ma per immaginare una nuova vita per questi luoghi e toglierli dal degrado serve lo scatto in avanti dei privati". Serve quindi l'intervento di investitori seri, poi, spiega Sadegholvaad, "occorre ripensare le funzioni, leggere i cambiamenti in corso, e essere pronti anche a mettere in campo altre azioni che, in attesa di percorsi di trasformazione più radicali, possano anche temporaneamente far rivivere quegli spazi".