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Appello per salvaguardare il castello Malatestiano di Coriano dall'antenna: oltre ottocento firme

L'iniziativa del comitato per la tutela del patrimonio ambientale e culturale

Attualità Coriano | 13:52 - 27 Agosto 2020 Come sarebbe l'antenna fuori le mura del castello di Coriano Come sarebbe l'antenna fuori le mura del castello di Coriano.

Sono oltre 800 le firme che al momento corredano l'appello indirizzato alla sindaca di Coriano Domenica Spinelli, al soprintendente di Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Ravenna oltre che al presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e a quello della Provincia Riziero Santi. Obiettivo? Prendere in esame con il massimo dell'attenzione e dello scrupolo possibile la vicenda che vede protagonista il castello malatestiano di Coriano. Un'imponente antenna di telefonia mobile alta 35 metri sta per essere collocata immediatamente fuori le sue mura di cinta su un terreno di proprietà comunale, «pregiudicando irrimediabilmente l'aspetto di un sito dal notevole interesse storico culturale e paesaggistico, la cui valenza anche dal punta di vista turistico è indiscutibile. Un castello che merita di essere tutelato e valorizzato e che invece rischia di essere tristemente deturpato assieme al paesaggio circostante. Riteniamo che in questa vicenda debbano prevalere il rispetto e l'applicazione di uno dei principi fondativi della Repubblica e cioè quello della tutela del paesaggio e del patrimonio storico ed artistico della Nazione come espresso nell'Articolo 9 della Costituzione italiana: “La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione"». 

I cittadini di Coriano, riuniti in un comitato spontaneo, si sono mobilitati ed hanno raccolto in pochissimi giorni circa 800 firme, depositate poi in Comune, affinché si trovi un'ubicazione diversa, tale da garantire il rispetto del principio di minimizzazione dell'impatto visivo così come viene anche chiaramente espresso  nel Regolamento comunale relativo agli impianti di telefonia mobile.

«Ci appelliamo alle istituzioni preposte confidando nella comune volontà, di cittadini ed amministratori, di voler salvaguardare il nostro territorio, di non svenderlo per un pugno di euro e di far valere e prevalere le prerogative degli enti preposti al governo dei territori e dei beni che su di essi si trovano. Non saranno infatti i 2450 euro annui previsti dal contratto di locazione del terreno comunale a compensare l'enorme perdita causata da un ecomostro alto trentacinque metri. Un'installazione il cui impatto altamente deturpante contraddice tutto quanto da decenni è stato detto e scritto a proposito di tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico del nostro Paese. Si tratterebbe dunque di un affronto a tutti gli sforzi fatti da singoli, enti, associazioni, istituzioni che giorno per giorno, impiegando risorse umane e denaro, si dedicano a salvare, valorizzare, riscoprire il nostro immenso patrimonio culturale. 
Ci auguriamo e speriamo con tutti noi stessi che i destinatari di questo appello e in particolare l'amministrazione comunale di Coriano non deludano le legittime aspettative dei cittadini riguardo ad una vicenda che se si concludesse con lo sfregio del Castello rimarrebbe nella memoria di tutti come una grande sconfitta collettiva.
L'antenna mostro non deve assolutamente essere messa in quel luogo, come pare ad ogni persona dotata di sano e disinteressato giudizio».

Sottoscrivono l'appello:

  • Associazione Italia nostra – sezione di Rimini
  • Associazione Renata Tebaldi Rimini città d'arte
  • Istituto italiano dei Castelli  Onlus – Sezione Emilia Romagna
  • Alessandro Giovanardi – Storico dell'arte e Direttore della rivista d'arte Ariminum
  • Bernhard Neulichedl – Architetto
  • Edoardo Crisafulli - Attualmente Addetto culturale dell'Ambasciata d'Italia in Ucraina e Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Kiev.
  • Ennio Grassi – Saggista
  • Franca Arduini – Dirigente in pensione delle Biblioteche Laurenziana e Marucelliana, Firenze
  • Gianfranco Zanetti – Regista teatrale e Docente di Conservatorio
  • Giovanni Luisè – Editore
  • Giulio Zavatta – Storico dell'arte e Docente universitario
  • Givanni Rimondini – Storico dell'arte
  • Isabella Balena  - Fotografa
  • Isabella Bordoni – Autrice, artista, curatrice
  • Marcello Cartoceti – Archeologo ed ex Presidente ARRSA
  • Marco Bertozzi – Regista e Docente universitario
  • Marialuisa Cipriani – Paesaggista
  • Mario Massolo – Pittore
  • Massimo Pulini - Docente di Pittura presso l'Accademia di Belle Arti di Bologna, Storico dell'arte
  • Nicoletta Magalotti in arte NicoNote – Musicista
  • Oreste Delucca – Storico
  • Roberto Paci Dalò – Artista


“L’installazione di una mega antenna a Coriano, accanto alle mura del Castello dei Malatesta, è uno scempio paesaggistico e storico che la Regione ha il dovere di fermare”. È quanto chiede Silvia Piccinini, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, all’interno di una interrogazione presentata per sollecitare la Giunta regionale a fermare la costruzione di un’antenna alta 35 metri che Wind vorrebbe piazzare nel centro abitato di Coriano, in provincia di Rimini, proprio accanto alle storiche mura del Castello dei Malatesta. “Si tratta di un progetto totalmente insensato che, oltre ad arrecare un danno paesaggistico e storico ad un monumento importante dell’Emilia-Romagna, va anche contro quanto fino ad oggi è stato fatto per poterlo recuperare e valorizzare anche con importanti impegni finanziari – spiega Silvia Piccinini – Con l’installazione di questa antenna, alta ben 35 metri, tutti questi sforzi verrebbero resi nulli senza considerare il danno che verrebbe arrecato a tutta la comunità di Coriano”. Ecco perché nella sua interrogazione la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle chiede alla Regione di intervenire per fermare l’iter in essere, anche sollecitando l’intervento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, e appoggiando la petizione popolare che chiede lo stop al progetto e che in questi giorni ha già raggiunto le 800 firme. “Crediamo che sia lampante come la realizzazione di questa antenna andrebbe a deturpare in modo irreparabile il patrimonio di quell’area e arrecherebbe un gravissimo danno alle prospettive di sviluppo turistico, culturale ed economico di Coriano. Per questo – conclude Silvia Piccinini – la Regione deve intervenire per bloccare al più presto questo scempio”.