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Maiolo: gregge di azienda agricola attaccato in pieno giorno da un lupo

Coldiretti Rimini rilancia così l'allarme: "allevamenti costantemente sotto attacco"

Attualità Rimini | 15:33 - 26 Agosto 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Come quelli provocati dai cinghiali, ora anche anche i danni in campagna causati dagli attacchi dei lupi sono praticamente all’ordine del giorno.  A denunciarlo, dopo l’ennesimo attacco ad un allevamento, è Coldiretti Rimini che riporta l’esasperazione che stanno vivendo allevatori e pastori, impossibilitati, per via della presenza sempre più ingombrante dei selvatici, a trasformare in reddito quel duro lavoro troppo spesso vanificato dalle razzie notturne e diurne dei lupi. «Gli allevamenti sono costantemente sotto attacco – afferma dopo il recente raid messo a segno dai lupi ai danni dell’azienda agricola di Monica Zani  a Maiolo, il presidente di Coldiretti Rimini Guido Cardelli Masini Palazzi – e nel caso dell’azienda Zani sottolineo che i predatori sono entrati in azione in pieno giorno aggredendo un gregge e uccidendo una pecora. La stessa impresa, peraltro, aveva subito un altro attacco il 7 agosto scorso conclusosi, anche in quel caso, con l’uccisione di una pecora. Tutto ciò – prosegue il Presidente – evidenzia come il lavoro dei pastori e degli allevatori, per via della presenza sempre più massiccia dei selvatici, sia notevolmente cambiato divenendo ancora più complesso e oneroso». 

Il ritorno in massa del lupo ha infatti stravolto le abitudini di una pratica storica. Ad oggi, spiega Coldiretti Rimini, «non è ad esempio più possibile lasciare gli animali allo stato brado, impiegando il tempo utile in tutte le altre attività che caratterizzano il lavoro in montagna, dalla mungitura del latte alla fienagione. Negli ultimi anni si è infatti reso necessario un continuo vigilare su greggi e mandrie al fine di proteggerle dagli attacchi dei predatori dato che recinzioni e cani da pastore non sono sufficienti a scongiurare il pericolo» .

Oltre a dover fare la conta dei danni diretti, quelli relativi agli animali uccisi, gli allevatori subiscono anche pesanti perdite economiche indirette, per le quali non è prevista alcuna forma di indennizzo. In seguito agli attacchi da lupi, infatti, oltre agli animali che si disperdono (e se le carcasse non vengono trovate l’allevatore non ha nemmeno diritto al risarcimento), c’è da mettere nel conto lo stress subito dagli animali che provoca aborti e drastiche riduzioni della produzione di latte, tutti fattori che comportano enormi  danni economici.

«I risarcimenti – afferma Anacleto Malara, Direttore di Coldiretti Rimini – dovrebbero quindi essere congrui ai danni diretti ed indiretti subiti perché i soldi pubblici non sono certo un arricchimento o un aiuto indebito, ma solo un dovuto sostegno a chi deve ricostituire un’azienda compromessa da fattori esterni, come appunto i lupi che, in condizioni normali, non dovrebbero potersi spingere sino all’interno delle aziende agricole».

«La Regione Emilia Romagna sul fronte dei danni –  precisa Giorgio Ricci, Vicedirettore di Coldiretti Rimini – interviene con i finanziamenti per la prevenzione, ma le risorse sono insufficienti e in molti casi gli attacchi si manifestano anche in presenza di recinti, dissuasori acustici, cani da guardiania. Occorre pertanto – continua Ricci – un intervento deciso e concreto da parte delle Istituzioni, atto a trovare soluzioni idonee a contrastare questa situazione che per gli allevatori riminesi, che hanno investito nella zootecnia impegnandosi a presidiare le nostre colline, è inaccettabile. Gli imprenditori zootecnici – conclude il Vice Direttore - ormai hanno raggiunto il limite di sopportazione e si aspettano risposte adeguate per una convivenza tra uomo e lupo che non li costringa più a cessare l’attività».