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Addio al superticket in tutta Italia, due anni dopo l'abolizione in Emilia-Romagna

Il caso-scuola della regione da luglio 2018. Donini: "Sosteniamo la sanità pubblica"

Attualità Emilia Romagna | 08:49 - 25 Agosto 2020 Addio al superticket in tutta Italia, due anni dopo l'abolizione in Emilia-Romagna

Dal primo settembre sparirà il superticket per la sanità in tutto il resto d'Italia. Due anni dopo l'introduzione del provvedimento in Emilia-Romagna, il ministero della salute adegua il resto del Paese alla misura di tutela dei redditi familiari annui fino a 100 mila euro lordi, in vigore nella nostra regione dal primo gennaio 2019 insieme all’abolizione del ticket base da 23 euro sulle prime visite specialistiche per le famiglie con almeno due figli a carico. Con il recepimento da parte della Regione della circolare del ministero della Salute, in Emilia-Romagna la misura nazionale estende l’abolizione del superticket a tutti i cittadini, a prescindere dal reddito.

Il provvedimento regionale che aveva permesso nel 2019 un risparmio di 22 milioni di euro per circa 1 milione e 200mila cittadini con reddito annuo sotto i 100mila euro lordi, risparmio superiore ai 36 milioni di euro considerata l’abolizione anche del ticket da 23 euro sulle prime visite specialistiche. Mentre restavano ovviamente a costo zero le prestazioni per chi era già esente.

“Un provvedimento dovuto- spiega l’assessore regionale alle politiche per la salute, Raffaele Donini - che va nella direzione convinta di una sanità pubblica universalistica. Siamo stati la prima Regione, due anni fa, a togliere il superticket per i redditi inferiori ai 100mila euro e a incidere così, in modo significativo, sulla vita delle famiglie garantendo un risparmio complessivo di 22 milioni di euro all’anno. La tutela della salute non può e non deve diventare uno scoglio- chiude l’assessore-, e soprattutto non deve creare differenze”.

Previsto dalla legge di bilancio nazionale e recepito oggi dalla Giunta regionale, il provvedimento porterà ai cittadini un risparmio di 28 milioni di euro all’anno, di cui 22 milioni a beneficio dei cittadini con reddito al di sotto della soglia dei 100mila euro.

Non saranno più a carico dei cittadini, qualunque sia il loro reddito, la quota fissa per le prescrizioni di specialistica ambulatoriale e per i farmaci di fascia A; analogamente per le prestazioni di tac, risonanza magnetica e chirurgia ambulatoriale il ticket sarà riportato ai livelli precedenti. Per vedere applicata la nuova misura i cittadini emiliano-romagnoli non dovranno fare nulla: il nuovo codice di fascia di reddito sarà attribuito in modo automatico.