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Il sindaco di Misano d'accordo con la Tosi: l'invito a non demonizzare i locali

Il primo cittadino: "Imprenditori della movida sono attenti e rigorosi nel nostro territorio"

Attualità Misano Adriatico | 14:01 - 22 Agosto 2020 Il sindaco di Misano Adriatico Fabrizio Piccioni Il sindaco di Misano Adriatico Fabrizio Piccioni.

Anche il sindaco di Misano Adriatico Fabrizio Piccioni, come il primo cittadino di Riccione Renata Tosi, difende i locali dalle accuse di essere luoghi in cui si veicola più facilmente il contagio da Sars-CoV-2. Le responsabilità sono infatti individuali, delle persone che non rispettano le norme sul distanziamento e uso mascherine, e non dei locali che in genere, evidenzia Piccioni, nel nostro territorio si adeguano ai protocolli in modo scrupoloso; e chi non lo fa viene sanzionato. 

La nota del sindaco Fabrizio Piccioni

Leggo sui media che la frequente associazione fra contagio da Covid-19 e una serata in discoteca, in particolare sul nostro territorio. Ritengo sia un incomprensibile e semplicistico modo di rappresentare quel che invece è, ne sono convinto, principalmente una poco attenta condotta delle singole persone.
 
Non esistono luoghi infettati e che contagiano i clienti con questa potenza. Lo dico perché noi conosciamo bene la qualità degli imprenditori che gestiscono luoghi di ritrovo dei giovani, siano esse discoteche o altri pubblici esercizi. Sappiamo, anche perché li controlliamo sistematicamente, che in linea generale sono molto attenti e rigorosi nell’osservare le norme. E quando commettono errori, pagano con la sospensione del locale. Spesso o quasi sempre anche per colpa di chi all’interno non rispetta distanziamenti e l’utilizzo delle mascherine.
 
Possiamo aprire un dibattito sul fatto che autorizzare il ballo abbia significato assumere dei rischi, perché imporre la distanza è ovviamente impossibile o quasi.
 
Però non possiamo dimenticare che il contrasto al contagio passa fondamentalmente per una responsabilità personale, ed è quella che dai momenti più difficili ci ha consentito di ripartire. Dobbiamo assumere comportamenti equilibrati, è evidente che il Covid-19 circola ancora e quindi serve avere comportamenti conseguenti. Ognuno di noi sa bene cosa deve fare e cosa invece diventa pericoloso per sé e per gli altri. Anche nei luoghi di aggregazione giovanile. Assumiamoci tutti un ruolo educativo, impariamo a dialogare meglio coi giovani per far capire loro che stanno giocando sulla loro salute e quella di chi è loro vicino.
 
Invito i media a considerare con maggiore attenzione questi aspetti quando incontrano messaggi di questo tipo, perché si eviti – in assenza di un preciso riferimento ad una fonte di ambito sanitario che lo certifichi - di associare genericamente luoghi, quindi imprese e lavoratori ad un luogo fonte di contagio.