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Riccione, sindaco Tosi: "non è giusto additare come untore chi è andato in vacanza"

Renata Tosi punta il dito contro chi, nel commentare la situazione dei contagi, se la prende contro i luoghi di vacanza e divertimento e con chi li frequenta

Turismo Riccione | 11:02 - 22 Agosto 2020 Renata Tosi Sindaco di Riccione Renata Tosi Sindaco di Riccione.

Non demonizzare le località balneari, non additare i locali come gironi infernali, non colpevolizzare chi ha deciso di andare in vacanza. Il sindaco di Riccione Renata Tosi, in una nota, punta il dito contro chi, nel commentare la situazione dei contagi, se la prende con i luoghi di vacanza e divertimento e con chi li frequenta. "Io dico che non è giusto, perché oltre ad uccidere il buonsenso, qui si sta ammazzando l'economia di intere Regioni italiane." dice il primo cittadino "quando si parla di vacanza e quando si parla di intrattenimento. Per noi significano lavoro, economia, impresa, sussistenza per la comunità. Per noi significano strade asfaltate, scuole nuove, aiuti alle famiglie più fragili. Sono ancora cose superflue? Servono soluzioni, non uno stato di emergenza perenne."


Di seguito la nota stampa del Sindaco di Riccione Renata Tosi


"Non è giusto demonizzare intere località balneari, dalla Sardegna alla Romagna. Non è giusto continuare a parlare delle discoteche, con quel pregiudizio vetusto come se i locali fossero dei gironi dell'Inferno dantesco capaci di infettare non solo di virus ma di malcostume. Quelle situazioni, almeno a Riccione, sono storia vecchia. 

I locali d'intrattenimento, oggi, sono imprese economiche sempre più qualificate, i titolari sono imprenditori che hanno investito e assunto. E che investiranno e assumeranno sul territorio. Non è giusto trattare come untori i cittadini italiani che sono andati in vacanza. Gli italiani sono stati ligi alle regole, quando abbiamo chiesto loro di stare in casa, l'hanno fatto. Quando è stato possibile uscire, hanno fatto le vacanze in Italia, nel rispetto delle regole e dei protocolli, dando una mano all'economia italiana.

Ma ora sembra di sentirli certi commenti: "Sono voluti andare in vacanza, sono voluti andare a ballare e ora ci contagiano". Vacanze, divertimento e feste, tutte cose superflue, tutte cose che "i benpensanti del giorno dopo" definirebbero attività effimere e sacrificabili. Io dico che non è giusto, perché oltre ad uccidere il buonsenso, qui si sta ammazzando l'economia di intere Regioni italiane. Da sindaco di Riccione, mi sento pienamente e doverosamente chiamata in causa quando si parla di vacanza e quando si parla di intrattenimento. Per noi significano lavoro, economia, impresa, sussistenza per la comunità. Per noi significano strade asfaltate, scuole nuove, aiuti alle famiglie più fragili. Sono ancora cose superflue? Non è giusta questa campagna allarmista partita nei confronti di chi ritorna dalle vacanze. Ho sentito diversi esperti, compreso Brusaferro, sostenere che questo aumento di casi era atteso. Se atteso e prevedibile, allora mi chiedo, non era forse più gestibile di qualcosa di inatteso? Dopo otto mesi, questa gestione della pandemia non può più reggere. Servono soluzioni, non uno stato di emergenza perenne. Ancora una volta si condannano i comportamenti dei liberi cittadini, solo perché tentano di vivere una normalità, come andare in vacanza, andare a ballare, andare a scuola e pensate un po'... andare a votare, mentre le soluzioni sanitarie? Quelle dove sono? Come lo si sta curando oggi il coronavirus? Se la situazione è davvero così così drammatica, allora non basterà l'aver chiuso le discoteche. Perché non vorrei che finisse come qualche lucido analista ha ipotizzato già in maggio e cioè: "Ci fanno fare un po' d'estate e poi ci richiudono, magari facendo saltare le elezioni e la scuola, dando però la colpa agli italiani". Non è giusto!