Luned́ 21 Settembre22:11:28
Android
 | 
iOs
 | 
Mobile

Coppe maledette: le più grandi delusioni europee delle squadre italiane

Rigori sbagliati, gol subiti all’ultimo minuto o inaspettate disfatte che ancora bruciano

Sport Nazionale | 15:50 - 21 Agosto 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

Ogni tifoso ama ricordare le vittorie e i momenti di gioia della sua squadra del cuore. Ma nella memoria ci sono anche delle sconfitte indimenticabili, dovute alle aspettative della vigilia, o anche per il modo in cui si sono materializzate: rimonte clamorose, rigori sbagliati, gol subiti all’ultimo minuto o inaspettate disfatte che ancora bruciano.
 
PSG - Atalanta 2-1. La rimonta subita dai bergamaschi è solo l’ultima in ordine cronologico e nulla toglie alla favolosa stagione giocata dai ragazzi di Gasperini. Certo, il sogno della semifinale di Champions League era vivo fino al 90° e le due reti subite nei minuti di recupero sono state due pugnalate al cuore di ogni tifoso nerazzurro. Si sa che in questa competizione l’imprevisto è sempre dietro l’angolo e ovviamente c’è molta incertezza su gli ultimi match del torneo: i pronostici Champions League dei migliori bookmaker consideravano l’accoppiata Manchester City - Bayern Monaco quella più quotata per giocarsi la finale di Lisbona, ma il Lione ha infranto i sogni di Pep Guardiola.
 
Salisburgo - Lazio 4-1. Nell’Europa League 2017/18 la squadra di Simone Inzaghi aveva espresso un bel gioco. Il match d’andata dei quarti all’Olimpico era finito 4 a 2 e faceva ben sperare. Nel match di ritorno in Austria Immobile segna al 55° convincendo tutti che la semifinale è raggiunta. Poi accade l’impensabile: i biancocelesti vanno in blackout, pareggio immediato e altri tre gol subiti tra i minuti 72 e 76. Semifinale sfumata in soli 5 minuti!
 
Chelsea - Vicenza 3-1. Con Guidolin in panchina i biancorossi riescirono a raggiungere la semifinale della Coppa delle Coppe 1997/98. All’andata a Vicenza terminò 1 a 0 e al ritorno, allo Stamford Bridge, Pasquale Luiso fece gol nei primi minuti. Ai londinesi guidati da Vialli, nel tradizionale ruolo di allenatore/giocatore sarebbero serviti tre gol per passare il turno. Il primo arrivò dopo tre minuti con Poyet mentre nel secondo tempo fu proprio Vialli a servire Zola che incornò il 2 a 1. Nel finale entrò in campo un vecchio leone come Hughes che poi trovò il terzo gol decisivo.
 
Milan - Liverpool 3-3 (2-3 dcr). È la finale di Champions League 2004/05 e a Instanbul i ragazzi di Ancelotti sono in gran forma. Maldini fa gol già al primo minuto, poi ci pensa Hernan Crespo con una doppietta a chiudere il primo tempo sul 3 a 0. I reds sono in bambola e sembra una finale senza storia. Al ritorno in campo invece il Liverpool pareggia in soli 6 minuti! Dal 54° al 60° vanno in gol Gerrard, Smicer e Alonso. Nei supplementari il Milan sembrava più spigliato ma si va ai rigori dove gli errori di Serginho, Pirlo e Shevchenko condannano i rossoneri.
 
Chelsea - Napoli 4-1. Ancora i blues a far soffrire una squadra italiana, è la Champions League 2011/12 e il Napoli di Mazzarri aveva vinto la partita di andata degli Ottavi: con Cavani e Lavezzi mattatori di un vero show al San Paolo finito 3 a 1. Nel ritorno a Londra, il Chelsea va in vantaggio con Drogba nel primo tempo. Nella seconda metà i gol di Terry, Inler e il rigore di Lampard portano la situazione in perfetta parità e ai supplementari. Gli azzurri però erano già stanchi e al 104° è stato Ivanovic a dare la vittoria agli inglesi.
 
Barcellona - Sampdoria 1-0. All’esordio in Coppa dei Campioni 1991/92, dopo il mitico scudetto, la Samp d’oro di Boskov, Vialli e Mancini si fece strada verso la finale contro il Barcellona di Cruijff. La partita è piacevole ma senza gol, ai supplementari una potente punizione dal limite calciata da Koeman trafisse Pagliuca e i sogni di gloria dei tifosi doriani.
 

Ajax - Torino 0-0. Nella stessa stagione c’è un’altra finalista a sorpresa, in Coppa Uefa, il Torino di Mondonico capace di eliminare il Real Madrid in semifinale. Allora la finale era doppia e i granata all’andata pareggiarono 2 a 2 in casa. Il ritorno in Olanda vide i granata dominare i lancieri, con tre pali colpiti e un rigore negato che mandò su tutte le furie il “Mondo”. Finì 0 a 0 e la finale fu persa senza una vera sconfitta.