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Effetto coronavirus e lockdown sul lavoro: crollo delle nuove assunzioni nel riminese

Diminuiscono le cessazioni, ma sono superiori alle attivazioni dei rapporti di lavoro

Attualità Rimini | 14:19 - 20 Agosto 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

I dati elaborati dall’Osservatorio economico della Camera di commercio della Romagna e resi disponibili dall’Agenzia per il Lavoro della Regione Emilia-Romagna, nel periodo gennaio-maggio 2020 rilevano per il territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) una diminuzione “congiunturale” e “tendenziale” consistente del numero dei rapporti di lavoro dipendente attivati, superiore alla variazione altrettanto negativa regionale; situazione che peggiora, come prevedibile, prendendo in considerazione il periodo più direttamente condizionato dalla pandemia in atto, cioè il trimestre marzo-maggio. I saldi (differenza tra attivazioni e cessazioni) risultano fortemente negativi in tutti i settori economici, in particolar modo nel commercio e nel turismo, che hanno maggiormente risentito degli effetti dell’emergenza sanitaria; saldi negativi anche per le tipologie di lavoro cosiddette “non stabili” mentre positivo il saldo nel lavoro a tempo indeterminato, ancora al riparo della protezione offerta dagli ammortizzatori sociali e dalla sospensione dei licenziamenti. Nota positiva, la crescita delle attivazioni nel mese di maggio (rispetto al mese precedente).

I rapporti di lavoro dipendente: focus provinciale Rimini

I dati “destagionalizzati” relativi ai rapporti di lavoro dipendente mostrano una situazione negativa per la provincia di Rimini: tra gennaio e maggio 2020 si contano 20.071 attivazioni, con un decremento, rispetto ai cinque mesi precedenti (agosto-dicembre 2019), del 49,4% e, rispetto al periodo gennaio-maggio 2019, del 49,1%.
In diminuzione anche le relative cessazioni (-25,4% congiunturale e -23,8% tendenziale, 29.437 rapporti terminati) superiori, però, nel complesso, alle attivazioni.

Il saldo (differenza tra attivazioni e cessazioni), pertanto, è decisamente negativo: -9.366.
La situazione è maggiormente negativa nei tre mesi di lockdown delle imprese: tra marzo e maggio si sono avute solo 6.524 assunzioni, contro 13.829 cessazioni, con una perdita di posizioni dipendenti di 7.305 unità. Sia rispetto ai tre mesi precedenti (dicembre 2019-febbraio 2020), che al trimestre marzo-maggio 2019 si riscontra un pesante decremento nel numero delle attivazioni, rispettivamente pari a -68,8% e -72,2%, a cui si affianca un positivo calo nel numero delle cessazioni (-40,1% congiunturale, -40,9% tendenziale), dovuto, però, in larga parte, al blocco dei licenziamenti.

Nel confronto regionale, le attivazioni di lavoro dipendente in provincia di Rimini rappresentano il 7,5% del totale nel periodo gennaio-maggio e il 5,4% nel trimestre marzo-maggio; anche in Emilia-Romagna si riscontrano variazioni negative a livello congiunturale (-28,3% tra gennaio e maggio, -46,2% tra marzo e maggio) e tendenziale (nell’ordine, -30,4% e -47,5%), che risultano però inferiori a quelle provinciali.

Nel confronto con le altre province emiliano-romagnole, Rimini detiene il peggior saldo nel periodo marzo-maggio 2020. Va rilevato, però che i saldi provinciali risultano tutti negativi.

Nel periodo di lockdown marzo-maggio 2020, si sono avuti saldi negativi in tutti i settori economici; in quelli maggiormente penalizzati del commercio e del turismo si riscontrano i peggiori (-5.655 su -7.305), a cui seguono gli altri servizi (-949), il manifatturiero (-567), l’agricoltura (-115) e le costruzioni (-22).
Riguardo, invece, alla tipologia contrattuale, saldi negativi per il lavoro a tempo determinato, somministrato e apprendistato (-7.670), ma saldo positivo per il lavoro a tempo indeterminato (+365), grazie, sia alla protezione degli ammortizzatori sociali, sia, soprattutto, alla sospensione dei licenziamenti.

In ultimo, nota positiva che riguarda il numero delle assunzioni nel mese di maggio, che risulta in fortissima crescita rispetto al mese di aprile: +193,4% (2.679 unità).