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Titolare ristorante respinge accuse di razzismo. "Nessun quadro, solo un cartone di vino con Mussolini"

Il caso scoppiato sui social. La spiegazione della titolare, raggiunta anche da telefonate

Attualità Rimini | 12:25 - 20 Agosto 2020 Foto di repertorio Foto di repertorio.

La titolare del ristorante di Viserbella finito nel mirino dei social, dopo la denuncia di una famiglia di origine senegalese, si difende: «Il cameriere non ha detto nulla di razzista». Spiega la donna all'Ansa:  «Mi dispiace perché ricordo quella famiglia, era molto bella, ben vestita e ho anche preparato la torta per la bambina. Non capisco, quando hanno finito di cenare mi sono sembrati contenti». Relativamente alla presenza di un quadro raffigurante Mussolini, la ristoratrice ha precisato che si trattava di una scatola di cartone contenente del vino, con la faccia di Mussolini e la cartina di Predappio. E ha fornito la propria versione, relativamente alla presenza di quel vino:  «L'avevamo appoggiata davanti ad una finestra che non chiude bene. Insomma per tappare un buco, ma adesso l'abbiamo tolta. Secondo noi ce l'ha regalata un cliente, non so da quanto tempo era lì». Proprio la visione di quel vino avrebbe scatenato, secondo la versione della ristoratrice, la rabbia di una delle donne di origine senegalese, entrata per cenare con la famiglia. Dal ristorante aperto da 12 anni si dicono «apolitici e chi fa questo mestiere al pubblico non può essere razzista, figuriamoci abbiamo anche il menù in arabo noi». Da ieri notte, quando sui social ha iniziato a girare la denuncia di Adjisam Mbengue, ripresa anche da un influencer dei social network, molto noto a livello nazionale, la pagina Facebook del locale è stata tempestata di recensioni e commenti negativi, inoltre, ha aggiunto la titolare, sono arrivate una quindicina di telefonate con insulti.  «Ma la scatola di vino l'abbiamo tolta subito e sono sicura che il cameriere non ha detto nulla di razzista».