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Ausl Romagna: in arrivo assunzioni, in programma 50 selezioni di nuovi primari

Obiettivo migliorare l'integrazione ospedale territorio per gestire al meglio la pandemia da nuovo coronavirus

Attualità Rimini | 15:13 - 19 Agosto 2020 Immagine dell'incontro tra Immagine dell'incontro tra.

Con i medici e il personale sanitario dei presidi di Rimini-Santarcangelo-Novafeltria e di Riccione-Cattolica, si è completato ieri (martedì 18 agosto) il giro di incontri della direzione generale con i professionisti ospedalieri dei presidi romagnoli.

In apertura il direttore generale Tiziano Carradori, affiancato dal direttore sanitario Mattia Altini, ha evidenziato come questa sia stata «una prima occasione di ascolto per acquisire quegli elementi di conoscenza che ci stanno consentendo di lavorare nelle migliori condizioni per servire il territorio, l’azienda e i colleghi che erogano l’assistenza. E voglio che questo appuntamento di ascolto diventi una prassi nel rapporto tra la direzione e i suoi collaboratori».

I professionisti e gli operatori dei presidi dell’ambito riminese hanno molto apprezzato la circostanza e l’hanno colta al volo per evidenziare lo stato della situazione, anche alla luce delle necessarie modifiche ai servizi e alle strutture, messe in atto con l’epidemia da Covid 19; la non semplice fase della ripartenza, ancora in corso; e soprattutto le progettualità per il futuro a breve e a medio-lungo termine. Argomenti di confronto legati, ad esempio, alle difficoltà a trovare personale medico sul mercato del lavoro, all’acquisizione di apparecchiature elettromedicali, ad un’organizzazione dei servizi che vada sempre più incontro alle esigenze dei cittadini. Tra le quali quella di una presa in carico dei pazienti in cui medicina territoriale e ospedaliera “dialoghino” al meglio, anche per evitare file, e dunque lunghe attese nei pronto soccorso, problema che si sta ripresentando dopo la “pausa” del covid, ancor più recrudescente di prima.

«Questa terribile pandemia - ha risposto, tra l’altro, Carradori - ci ha insegnato che la sanità pubblica è la cosa più importante che abbiamo. Comprendiamo tutti che dalle tragedie è possibile uscirne insieme solo attraverso una rivitalizzazione del Servizio sanitario nazionale e una visione non più determinata da uno strabismo finanziario. Quello che ci aspetta è certamente un grande lavoro di confronto e di dialettica da portare avanti in un contesto trasparente e comunitario. Ad esempio su come indirizzare, meglio possibile, i finanziamenti che arriveranno, sia dal livello nazionale sia attraverso mutui che accenderemo, e che dovranno essere impiegati su progetti concreti e condivisi, e senza il minimo spreco». Tre le linee di indirizzo per l’utilizzo di questi fondi: le tecnologie diagnostiche, la digitalizzazione, le opere infrastrutturali, rispetto alle quali «ho visto che a Rimini sono state fatte cose importanti, l’ospedale è molto bello», ha chiosato il direttore.

Per quanto attiene al personale «stiamo percorrendo tutte le strade per reperire professionisti in un mercato del lavoro non facile»; e ancora «le situazioni di interim e di facenti funzioni saranno superate, e questo ci porterà, nelle prossime settimane e mesi, a svolgere oltre 50 selezioni di primari in tutta la Romagna». 

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