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Mario Draghi apre il Meeting di Rimini: "Diamo di più ai giovani per superare la crisi coronavirus"

"Giovani e scuola devono diventare i principali investimenti del nostro Paese. Pagheranno il debito più alto"

Attualità Rimini | 18:07 - 18 Agosto 2020 Mario Draghi all'inaugurazione del 41esimo Meeting di Rimini Mario Draghi all'inaugurazione del 41esimo Meeting di Rimini.

L'economista, accademico ed ex presidente della Banca centrale europea Mario Draghi ha preso parte ai lavori inaugurali del 41esimo Meeting di Rimini nella mattinata di martedì.

Ecco alcuni passaggi del suo intervento dall'Ansa: «Tutte le risorse disponibili sono state mobilizzate per proteggere i lavoratori e le imprese, evitando evitato che la recessione si trasformasse in una prolungata depressione. Da questa crisi l'Europa può uscire rafforzata. L'azione dei governi poggia su un terreno reso solido dalla politica monetaria. Vi è però un settore essenziale per la crescita, l'istruzione e, più in generale, l'investimento nei giovani e nella loro intelligenza. Saranno loro a pagare il debito creato da questa pandemia. Bisogna smettere di cercare l'immediato ritorno politico che porta a forme di egoismo collettivo. La partecipazione alla società del futuro richiederà ai giovani di oggi ancor più grandi capacità di discernimento e di adattamento».

Forti e importanti anche le parole del presidente della fondazione Bernhard Scholz. «È un'edizione particolare che si presenta in mezzo a una crisi imprevista, sconvolgente, incognita per tante sue conseguenze. Ma ogni crisi contiene in sé una possibilità: la possibilità di riscoprire se stessi con più profondità, di riscoprire se stessi più veri e di riscoprire il significato delle relazioni che viviamo del senso del lavoro, dell'educazione; la possibilità di scoprire nuove strade per l'economia, la politica e la vita sociale».

La presidente dell'assemblea legislativa Emma Petitti ha sottoscritto le parole di Draghi. «Il nostro Paese ha un fortissimo bisogno di dare vita a un piano di investimenti sul sistema dell'istruzione: per modernizzarlo, renderlo più efficiente e al passo coi tempi. L'emergenza Covid ci ha evidenziato questa urgenza in maniera ancora più evidente. L'Italia investe in cultura e scuola meno degli altri paesi europei, e questo non va bene. Crescita, sviluppo, coesione sociale passano dalle aule e dai banchi, nonché dalla qualità e dalla continuità didattica garantita attraverso il turn over degli insegnanti con i concorsi e le stabilizzazioni dei precari. Insieme alla sanità, al primo posto dell'agenda politica deve collocarsi l'educazione»

Anche la sindaca di Riccione Renata Tosi afferma di aver trovato nelle parole di Draghi «la drammatica lucidità dello statista e la saggezza pragmatica dell'economista. Ma soprattutto ho inteso il messaggio all'attuale classe politica italiana che condivido: conoscenza, coraggio, perché il non agire comporta comunque delle responsabilità, e umiltà. In molti oggi dovrebbero sentirsi tirati in causa da queste parole. Il richiamo all'unità, per il bene del Paese, deve essere accompagnato come ha detto Draghi da più trasparenza quando c'è più discrezionalità. Credo che anche gli Enti locali e le comunità di cittadini, come ha esortato Draghi, debbano guardare ai giovani per costruire il futuro e superare le crisi profonde. Tutti uniti per ricostruire con pragmatismo e umanità».