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Chiusura discoteche, ricorso dei gestori. Indino "non siamo il sacco delle botte"

"Non vogliamo più essere considerati la causa di tutti i mali della società" dice il presidente Silb intervistato da Radio Bruno

Attualità Emilia Romagna | 10:20 - 18 Agosto 2020 Gianni Indino Gianni Indino.

Dopo la chiusura delle discoteche decisa dal Governo, i gestori faranno ricorso al Tar per chiederne l'immediata riapertura. "Abbiamo agito con il ricorso urgente per il ripristino dello stato di fatto delle nostre attività prima del decreto del Governo" dice Gianni Indino presidente del Silb regionale intervistato da Radio Bruno "non ci stiamo più ad essere il 'sacco delle botte', non vogliamo più essere considerati la causa di tutti i mali della società" dice Indino "i ragazzi vanno a sbattere con la macchina, è colpa della discoteca, bevono ed è colpa della discoteca, ora si contagiano ed è colpa della discoteca. Non lo possiamo più accettare". Indino rivendica il ruolo dei gestori dei locali che non sono educatori ma imprenditori "e come tali vogliamo essere trattati. Gli educatori ci sono in famiglia e a scuola, noi non abbiamo quel compito lì".
Nel consiglio direttivo del Silb si è anche parlato per cercare di ottenere risposte dal Governo sulle evidenze scientifiche dei contagi all'interno dei locali, con la richiesta di documentazione medica che però non è arrivata. "Con questo ricorso al Tar" continua Indindo "noi siamo convinti che ai giudici questi documenti li daranno, se ci sono. Finora nessuno ancora ci ha mostrato nulla". Indino poi parla di dati "Nel nostro mondo, in questo momento sono aperti 400 locali con 3-4000 dipendenti, non c'è stato un solo caso di contagio tra i nostri dipendenti e nessun caso conclamato all'interno di locali con milioni di ragazzi. Chiediamo rispetto" conclude Gianni Indino "non accetteremo più da nessuno un tipo di aggressione mediatica come c'è stata negli ultimi giorni".