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Discoteche blindate, i Comuni di Rimini e Riccione chiedono subito aiuti economici e operativi

La sindaca Tosi "Le chiusure sono la soluzione più facile, è ora di dire basta"

Attualità Rimini | 16:50 - 17 Agosto 2020 Discoteche blindate, i Comuni di Rimini e Riccione chiedono subito aiuti economici e operativi

Il Comune di Rimini si schiera dalla parte della sicurezza delle persone, ma anche della tenuta del tessuto economico rivierasco, discoteche comprese. In un alternarsi di concessioni, rinvii, sospensioni e ora pesanti veti, il mondo della notte ha subito un pesantissimo stop che rischia di compromettere i già miseri segnali di ripresa di questa stagione così dannata e difficile, provocando un contraccolpo economico non solo per i titolari d'impresa, ma anche per i collaboratori e i dipendenti del comparto, ovvero migliaia di persone fra cui molti giovani.

Ecco perché l'amministrazione in una nota ha voluto ribadisce l'importanza del settore, «un mondo vitale per la riviera, che non va cavalcato se fa comodo o denigrato se vi sono problemi. Le discoteche e altri luoghi non devono essere mai per nessuno il capro espiatorio, per questo abbiamo chiesto immediatamente che il governo renda esecutiva l’intenzione annunciata di ristoro economico per mancata attività: ne va della sopravvivenza delle imprese stesse e di migliaia di lavoratori. Troppe imprese rischiano di non sopravvivere se non adeguatamente aiutate in questa fase. Come Comune metteremo in campo un’adeguata e capillare informazione, non prima però di aver concordato modalità esecutive omogenee». A tale scopo il sindaco Gnassi ha contattato il Prefetto affinché dal Governo possano arrivare circolari esplicative per un’applicazione univoca dell’ordinanza.

Vista anche l’esperienza di questi mesi, l’appello al governo è che «non si lascino soli i prefetti, i Comuni, le imprese nell’applicazione del provvedimento. Si chiariscano modalità di controllo e anche chi e come lo attua. Si usi rigore e buon senso per garantire che non si creino situazioni che possano mettere a rischio il benessere e la sicurezza della comunità e degli ospiti, e al contempo non si ospedalizzi la vita».

Alla nota dell'amministrazione Gnassi fa seguito quella della sindaca di Riccione Renata Tosi, che rievoca la promessa dei 60 mila assistenti civici: «Serve un aiuto a rispettare le regole, non chiusure arbitrarie. Dopo le discoteche saranno le spiagge, poi i ristoranti e quindi le scuole. Salteranno forse le elezioni? Abbiamo dovuto impegnare risorse nostre per far fronte ad un'emergenza che diventa sempre più confusa, con il sostegno all'economia che arriva sempre troppo tardi. Ma attenzione perché non sono i luoghi che favoriscono i contagi, la differenza la fanno i comportamenti per tutelare la salute. Basta alla soluzione più facile, quelle delle chiusure. Si deve tutelare la salute e garantire la sussistenza economica di tutti i cittadini. Le scelte drastiche prese finora nascono dall'incapacità di prevedere misure adeguate per la convivenza col virus».