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Codacons e familiari delle vittime fanno le pulci a Venturi e Donini per la gestione del post Covid

In una lettera le ragioni della protesta e alcune esortazioni, come a fare più tamponi e controlli

Attualità Emilia Romagna | 14:09 - 17 Agosto 2020 Codacons e familiari delle vittime fanno le pulci a Venturi e Donini per la gestione del post Covid

I Comitati dei familiari delle vittime Covid e il Codacons Emilia-Romagna continuano ad essere preoccupati per l’attuale gestione della tutela sanitaria in tema di Covid-19, anche a seguito di alcune incongruenze, come l'aggiunta di 154 morti per coronavirus “a seguito di una verifica interna dei dati sui decessi avvenuti in marzo, aprile e maggio e finora non conteggiati”. «Sono dati su cui gli organi competenti hanno basato le loro decisioni in tema di tutela sanitaria e lo studio delle curve epidemiologiche, oltre che l’efficacia delle cure sperimentali adottate sino ad oggi. Questo fatto implementa ancor di più di dubbi sulla effettiva volontà di trasparenza della Regione circa la gestione dell'emergenza sanitaria», scrivono in una nota.

Oltre a questo viene lamentato il numero ancora troppo basso di tamponi giornalieri effettuati e refertati, a fronte dei «proclami fatti dall'assessore alle Politiche per la salute Raffaele Donini e del commissario straordinario Sergio Venturi quando affermavano oltre due mesi fa che la Regione era in grado di fare 10 mila tamponi e 5 mila test sierologici al giorno. Altrettanto ci si domanda come mai la Regione non abbia ancora inteso assumere misure di contrasto rispetto ai turisti provenienti dalla Francia o da altri Paesi in cui il tassi di contagio sono a dir poco tripli rispetto a quelli italiani. Il timore è che il basso numero di controlli sia motivato dalla necessità di avere dei numeri di casi positivi contenuti per evitare misure di chiusura delle attività produttive, ma se così fosse si tradirebbe il dettato costituzionale che pone il diritto alla salute come primo diritto anteposto anche al diritto al lavoro tant’è che il Legislatore non a caso ha sviluppato la normativa in materia di sicurezza sul posto di lavoro negando in assenza di detta sicurezza la possibilità di svolgere attività produttive».