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Rimini Calcio: il ritorno di Scotti. "L'esclusione con Colella? Non mi ha dato spiegazioni"

Il portiere romano è felice per il secondo ritorno in biancorosso

Sport Rimini | 19:35 - 14 Agosto 2020 Francesco Scotti (foto Venturini) Francesco Scotti (foto Venturini).

di Riccardo Giannini

Nel 2011-12 Francesco Scotti giocò il primo campionato con il Rimini, dopo l'esperienza a San Giovanni Valdarno. Lasciò per la prima volta la maglia biancorossa nella stagione 2014-15, quando l'allora ds Pastore, sotto la gestione De Meis, decise di puntare sul riminese Dini, portiere under, per il campionato di Serie D. Nel 2016-17 Scotti fu scelto da Pietro Tamai, nel primo anno della gestione Grassi, per guidare la squadra chiamata a ripartire dall'Eccellenza. Oggi è tempo del secondo ritorno: si riparirà dalla Serie D, verosimilmente, e sarà un'altra stagione impegnativa, con un gruppo praticamente riformato quasi ex novo, fatta eccezione per alcuni giovani della Berretti che saranno aggregato in prima squadra (compreso chi, come Pari, già faceva parte della stessa prima squadra). Francesco scalpita per tornare in campo e per mettere nell'archivio dei ricordi (quelli meno felici) la seconda separazione dal Rimini. Titolare indiscusso a inizio della scorsa stagione con Cioffi, Scotti fu invece accantonato dal successore del mister irpino, Giovanni Colella, che gli preferì Sala, in quanto più abile, secondo quanto riferito dallo stesso allenatore originario di Salerno alla stampa, nel giocare fuori porta e nell'impostare il gioco con i piedi: «Bisogna chiedere a Colella i motivi dell'esclusione. Non mi ha mai dato una spiegazione diretta. L'ho sentita in conferenza stampa». Nel mercato di gennaio il ds Pastore puntò poi su due portieri under, con Sala in panchina, e Francesco fu costretto a cercare un ingaggio altrove, al San Nicolò Notaresco. Ma ora è tempo di non guardare più al passato, ma al presente, al momento della firma che lo ha riportato a Rimini: «Mi sento come quando ho firmato il primo contratto da professionista. Ogni volta che firmo per il Rimini, per me, è come se coronassi un sogno», racconta il portiere, il cui amore per la città di Rimini, e per la squadra di calcio dalla maglia a scacchi biancorossi, è noto a tutti, non solo per i vistosi tatuaggi che celebrano questa passione. 

LA CHIAMATA DI ROTA. Scotti è quindi il primo acquisto della gestione Rota, anche se è stato ufficializzato prima il difensore Pupeschi: Tamai non si era ancora insediato, come nuovo direttore sportivo. «E' stato il presidente Rota a contattarmi e a esprimere la sua ferma volontà di riportarmi a Rimini. Mi ha detto "Avrei piacere di riportati a casa". E' stata una telefonata molto emozionante per me». Scotti è carico di entusiasmo e lancia un messaggio alla tifoseria: «Non sono qui per vivacchiare. Lo stesso i miei compagni. Il Rimini in Serie D non può vivacchiare.  Sono convinto che lotteremo per stare in alto». C'è un gruppo da ricostruire, un'amalgama da trovare prima possibile, ma il portiere di origine romana è fiducioso: «Conosco tante persone dell'ambiente. E' tornato Tamai, c'è Mastronicola. Valeriani, Simoncelli, ci sono tanti riminesi, i ragazzi della Berretti. Sappiamo tutti cosa significa indossare questa maglia». I tifosi possono stare tranquilli: «C'è gente che per questa maglia è disposta a fare tutto.  Per questa rinascita, l'ennesima. Ogni 3-4 anni si rinasce», sorride il portiere.