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Morciano contro l'antenna Wind Tre, il comitato ricorre al presidente Mattarella

Lotta senza frontiere fra il gruppo di cittadini e il colosso di telefonia mobile

Attualità Morciano di Romagna | 15:21 - 11 Agosto 2020 L'antenna di Morciano L'antenna di Morciano.

Il Comune di Morciano di Romagna è sempre più agguerrito contro l'arrivo di nuovi emettitori di segnale mobile nel proprio territorio, soprattutto se piazzati sui tetti delle case oppure a ridosso di zone residenziali o considerate sensibili.

La vicenda è articolata: il 23 marzo lo sportello unico per le attività produttive dell’Unione della Valconca, in contrasto con il parere del Comune di Morciano, rilascia all’azienda della telefonia mobile Wind Tre la licenza a installare un'antenna G4,5 sul tetto dell’edificio di via XXV Luglio, angolo via Mariotti, affacciata su piazza Risorgimento.

Il 2 aprile il Comune ricorre al presidente del Consiglio dei ministri e non al Tar di Bologna presentando la proposta di opposizione al provvedimento e chiedendo la sospensione della licenza. Il gestore, senza tenere in considerazione l’ordinanza, il 26 maggio comunica al Comune l’attivazione dell’antenna in oggetto già dall’11 maggio.
Gli abitanti del quartiere centro di Morciano si mobilitano raccogliendo firme e presentando le petizioni al sindaco ed ad altre autorità competenti, costruendo un comitato cittadino.  Il 29 luglio arriva la risposta a firma della Consigliera Maria Barilà: “L’opposizione proposta dal Comune si riferisce ad aspetti paesaggistici, mentre il dissenso espresso in Conferenza di servizi era relativo alla materia urbanistica e, conseguentemente, non vi è corrispondenza tra tale dissenso e l’opposizione proposta”. Evidentemente, bisognava restare fermi sul motivo dell’opposizione del Comune all’installazione dell’antenna affacciata sulla piazza: “Tutela ambientale, paesaggistico – territoriale, dei beni culturali,  e  tutela della salute pubblica e dell' incolumità dei cittadini”.

Ora al Comune non resta che ricorrere al Presidente della Repubblica per l'annullamento del provvedimento, che il Comitato No Antenne rappresentato da Elisa Ugolini sta pensando di appoggiare. Servono però 5 mila euro: la ricerca è già partita.